La Giunta regionale ha deliberato la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale; Bonaccini: “Non sarà un documento vuoto”

Anche la Regione Emilia-Romagna, dopo il Comune di Parma, ha deliberato la dichiarazione di emergenza climatica e ambientale. Nel documento approvato formalmente dalla Giunta, si legge che la decisione è stata presa “quale assunzione di consapevolezza e responsabilità politica, per il coordinamento e rafforzamento delle politiche, azioni e iniziative volte al contrasto del cambiamento climatico“. Proprio su questo, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha voluto ribadire che “il mio impegno e quello della Regione, da inizio legislatura, è per politiche che sappiano rispondere alla sfida del cambiamento climatico“.

Ieri il presidente Bonaccini e l’assessore regionale all’Ambiente, Paola Gazzolo, hanno incontrato una delegazione dei gruppi emiliano-romagnoli di Fridays for Future, il grande movimento studentesco nato in risposta all’attivismo di Greta Thumberg. Si è trattato di un occasione per iniziare un percorso di ascolto e confronto con l’obiettivo di condividere una ‘road map’ il più possibile comune verso una riduzione sensibile delle emissioni climalteranti. Proprio nei giorni scorsi, il gruppo regionale del movimento ecologista aveva inviato una richiesta alla Regione chiedendo di attuare una politica volta alla lotta ai cambiamenti climatici.

Lo voglio mettere in chiaro da subito: la dichiarazione di stato di emergenza climatica che abbiamo approvato ieri – ha dichiarato il presidente Bonaccininon è e non sarà un documento ‘vuoto’. L’Emilia-Romagna non si tira certo indietro, sta facendo e farà sempre di più per cercare di consegnare alle giovani generazioni, in un passaggio di testimone virtuoso, un territorio migliore di quello che ha ereditato“.

Le regioni e i governi territoriali – ha concluso Bonaccini – possono e devono giocare un ruolo decisivo nella lotta al cambiamento climatico e solleciteremo il Governo a farsi promotore di una dichiarazione nazionale perché, lo sappiamo bene, la sfida è globale e ognuno deve concorrere per la propria parte“.

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