Colorno al voto, Alberto Padovani: “Unica lista civica in campo; rinnoviamo la politica” | INTERVISTA

La lista civica è guidata da Alberto Padovani: “Riportare le pratiche virtuose di buona amministrazione”

Alberto Padovani è il candidato sindaco della lista civica “ColornoLab2019“: una lista che vuole riavvicinare le persone al mondo della politica, proponendo un programma ricco di proposte – dalla sicurezza alla cultura al commercio, ma non solo – per rivitalizzare Colorno. “Vogliamo riprendere le pratiche politiche di buona amministrazione che a Colorno non si vedono da dieci anni“, afferma Padovani. Dal punto di vista turistico sono diversi i progetti che coinvolgerebbero la Colorno di Padovani: dalla valorizzazione dei prodotti tipici, anche in sintonia con accordi commerciali, alla riqualificazione di edifici storici lasciati da troppo tempo senza cure. Nella nostra intervista si parla anche di fusione: “Un percorso – spiega il candidato sindaco – che deve essere condiviso e conveniente per i cittadini”.

Tra i temi più sentiti dai cittadini c’è quello relativo alla sicurezza, che non è solo prevenzione di furti e lotta al degrado, ma anche sicurezza stradale e – nel caso di Colorno – sicurezza e prevenzione idraulica. Quali sono le proposte che la vostra lista porterà avanti per migliorare la sicurezza a Colorno?


Nel nostro programma la sicurezza è affrontata in due punti, entrambi prioritari, che sono già sintetizzati perfettamente nella domanda. Sulla sicurezza contro furti e degrado la nostra proposta è di valorizzare il lavoro delle Forze dell’Ordine – Carabinieri, Polizia Municipale, Vigilanza privata – mettendole nelle condizioni di operare con i mezzi adeguati, a partire dalle telecamere Ocr di nuova generazione. Per quanto riguarda la sicurezza idraulica, occorre procedere con la nuova cassa di espansione sul Baganza. Però le casse di espansione – quella sul Parma e quella nuova – dovranno essere utilizzate con un occhio molto più attento alla Bassa e quindi a Colorno. Sull’ultima alluvione del 2017 l’attenzione è stata tutta sul Ponte Verdi a Parma…ma l’acqua ha proseguito e ha fatto danni gravi a Colorno. Così non va bene: occorre gestire le emergenze in maniera molto più attenta dall’inizio alla fine!

Dal punto di vista economico, quali misure saranno adottate per aiutare il commercio – che sta attraversando ovunque un momento di crisi – e valorizzare il centro storico?

Il commercio nei paesi non è solo un’attività produttiva, ma al tempo stesso è un fondamentale presidio di partecipazione. Occorre mettere i commercianti colornesi nella condizione di poter svolgere in modo adeguato ed innovativo, secondo le loro capacità, la loro attività produttiva. Per questo abbiamo pensato a diverse proposte: le righe blu, gratis la prima mezzora, per agevolare gli acquisti nel centro storico, favorendo la circolazione di automezzi; l’istituzione di marchi come “DeColorno” e “TipiColorno”, con cui valorizzare le produzioni tipiche locali (in accordo con gli agricoltori e gli imprenditori dell’agroalimentare colornesi); un maggiore e migliore coordinamento per l’organizzazione di grandi e piccoli eventi, secondo un calendario concordato e procedure più semplici e unificate nel rilascio delle concessioni necessarie in occasione di questi eventi. Una burocrazia più semplice è un incentivo a dare un contributo maggiore per eventi e manifestazioni.

In vista di Parma 2020, una tematica importante è quella relativa al turismo: quali sono le azioni da intraprendere per inserire Colorno in un circuito turistico virtuoso ed aumentare l’afflusso dei visitatori? In merito agli edifici storici, ce ne sono alcuni che – secondo voi – meritano una particolare attenzione e che devono essere rivalutati? 

Colorno paese turistico, o meglio Città d’arte, ha bisogno di un piano specifico per il rilancio del turismo. Occorre fare comprendere ai cittadini che un paese turistico è un posto dove vivono meglio anche i cittadini, che possono godere della bellezza e della maggiore accessibilità dei servizi.
Direi “Non solo Reggia”: quella è il fulcro, ovviamente, ma c’è un bellissimo paese e territorio da valorizzare, in accordo con i paesi vicini e la città di Parma: in questo senso Parma2020 è una grande opportunità da cogliere. Alcune associazioni colornesi – come Color’s Light – lo hanno capito, riuscendo ad inserirsi nella programmazione. Credo che si possano fare molti altri progetti: occorre agire concretamente in positivo. “Colorno prima di tutto” disse il grande Glauco Lombardi. Edifici storici colornesi: me ne sono occupato per 10 anni, con la Presidenza di Italia Nostra, Sezione Pezzani. Colorno ha un patrimonio storico-artistico unico in Provincia, dopo Parma. Occorre avere una prospettiva completa, nel recupero di tutto il patrimonio della Colorno farnesiana, borbonica e ottocentesca: la Torre delle Acque va preservata dal crollo, la Venaria va recuperata completamente, l’ex ricovero va sistemato e adibito a funzione sociosanitaria con appartamenti assistiti, l’ex ospedale psichiatrico può essere, una volta recuperato, un nuovo centro per Colorno. Quando cito il Barilla Center di Parma alcuni ridono… io li lascio ridere, ma questa è la strada da percorrere se vogliamo rilanciare Colorno. E noi di ColornoLAB lo vogliamo rilanciare.

Un problema che ha coinvolto il territorio e che ha avuto ripercussioni pesanti sui cittadini è quello della viabilità: quali interventi pensate siano necessari per migliorare i collegamenti con Colorno?  

Occorre agire su due direzioni, in modo complementare. La prima: le strade ci sono, ma vanno manutenute in modo molto migliore. La tangenziale ora è ridotta a gruviera e manca solo un mese alla riapertura prevista del ponte di Casalmaggiore: non possiamo arrivarci in queste condizioni. Nel programma di ColornoLAB c’è un punto specifico, prioritario, dedicato alla “Manutenzione costante delle strade comunali” con un’attenzione continua anche a quelle non comunali, come la citata tangenziale, per cui va previsto un monitoraggio continuo, in accordo con l’ente competente per interventi mirati in caso di degrado del fondo. Occorre poi agire nelle sedi competenti perché la Cispadana sia completata velocemente e messa in collegamento con il Casello TiBre di Trecasali, evitando l’appesantimento del traffico nei paesi. La seconda: occorre prevedere un piano di rilancio del trasporto ferroviario, passando al concetto di “metropolitana leggera” Colorno-Parma. Dobbiamo portare Trenord, o chi per essa, a compiere investimenti precisi sulla linea Parma-Brescia, in particolare nella tratta che ci riguarda. Questo vale anche per la stazione di Colorno, che è in condizioni indecenti e va rimessa a nuovo, con ampio accesso ai disabili e alle categorie svantaggiate. Occorre uscire presto dalla condizione medievale! Il nostro paese e il nostro territorio meritano trasporti pubblici funzionali, frequenti e dignitosi.

Per quello che riguarda i servizi di welfare – scuola, giovani, anziani, sport, associazionismo – quali saranno le proposte della vostra lista? I cittadini di Colorno, inoltre, hanno recentemente affrontato il referendum per la fusione con Torrile che ha dato esiti negativi: come si pone la vostra lista nei confronti di una possibile fusione e quali sono le prospettive future in merito? 

Siamo per un rilancio delle politiche per le giovani generazioni, bloccate negli ultimi anni: serve un nuovo “Progetto educativo di Comunità”, che veda la partecipazione di tutte le agenzie educative. Occorre rilanciare il “Tavolo Adolescenti”, presente in precedenti amministrazioni, garantendo una visione complessiva comune, nella quale si innestano positivamente le diverse specificità di ogni istituzione, associazione, nei diversi ambiti. Sul welfare non occorre inventare, ma spesso consolidare le esperienze positive sul territorio, operando ottimizzazioni, anche tramite razionalizzazione di risorse. “Nessuno resti solo” è il nostro progetto complessivo sul sostegno ai cittadini più bisognosi e alle situazioni di difficoltà sociale ed emarginazione presenti nel territorio comunale. La prospettiva è quella della presa in carico responsabile e della sussidiarietà: occorre garantire come ente pubblico, dando però maggiore spazio alle associazioni competenti. ColornoLAB è molto concreto sulle prospettive di fusione con Torrile: innanzitutto occorre dimostrare che questa conviene effettivamente ai cittadini di entrambi i comuni. Solo così, giustamente, potranno convincersi a sostenerla. Quindi occorre partire, se c’è un accordo chiaro e non strumentale, dal potenziamento di servizi consorziati, conseguendo economie di scala. Non possono esistere fusioni fatte sulla testa dei cittadini, ma solo con il loro concorso consapevole.
La proposta dello scorso settembre è apparsa frettolosa e quindi poco convincente e strumentale. Dobbiamo imparare tutti insieme dagli errori, per non ripeterli in futuro. L’interesse prioritario è sempre quello dei cittadini di entrambi i comuni.

Lanciamo un messaggio ai cittadini: per quale motivo dovrebbero scegliervi a guida del Comune?

ColornoLAB è l’unica lista civica in campo per Colorno. I Colornesi hanno la possibilità di rinnovare radicalmente il modo di fare politica nel nostro paese, dopo anni di immobilismo. Siamo concreti e sognatori, radicati e innovativi al tempo stesso, questo da fastidio agli altri competitori. Vogliamo riprendere le pratiche virtuose delle amministrazioni che hanno preceduto questi ultimi dieci anni (in particolare gli ultimi cinque): la partecipazione, la comunicazione puntuale, una visione dialogica della politica, aperta ai contributi positivi di tutti. Tutto questo vogliamo metterlo in un’ottica di rilancio! Perché Colorno ha innanzitutto bisogno di un rilancio complessivo.

La lista “ColornoLAB 2019”

Gli appuntamenti di campagna elettorale

© riproduzione riservata

Exit mobile version