Sindaci della Bassa preoccupati per la gestione del traffico: “Serve un’alternativa al più presto”; mentre la politica discute e c’è chi gioca a scaricarsi le colpe: “Azioni insufficienti a tutela del cittadino“
COLORNO | Il Ponte che collega Casalmaggiore a Colorno e permette l’attraversamento del Fiume Po rimane chiuso. La Regione Lombardia ha annunciato lo stanziamento di tre milioni e mezzo di euro per il ripristino, ma i fondi rimarranno congelati fino a fine mese quando verrà valutata l’entità complessiva del danno. I fondi verranno stornati da quelli messi a disposizione per il Ponte Verdi: la spesa potrebbe aggirarsi intorno ai 600.000 euro, ma ancora non ci sono riscontri definitivi. L’Assessore regionale lombardo Gianna Fava ha poi attaccato l’Emilia Romagna: “Non ha rispettato gli accordi. Saremmo anche stati disponibili a sopperire, ma l’emergenza ora è Casalmaggiore. Sul Ponte Verdi ora tocca all’Emilia fare la propria parte“.
Una situazione che si fa sempre più difficile, con i collegamenti tra Emilia e Lombardia che vacillano e vengono dirottati su strade secondarie e di portata minore, creando disagi alla popolazione, in particolare ai pendolari. “Sul Ponte di Casalmaggiore – ha dichiarato il delegato alla viabilità della Provincia di Parma Gianpaolo Serpagli – abbiamo dato l’incarico per un censimento delle travi che sarà effettuato in settimana“. Serpagli conferma anche la disponibilità della Regione per attivarsi nella ricerca delle risorse necessarie alla realizzazione degli interventi. Così come sul Ponte Verdi dove è stato chiesto di velocizzare le procedure per il finanziamento in modo da indire l’appalto ed iniziare i lavori.
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Impossibile prevedere fino a quando il Ponte di Casalmaggiore rimarrà chiuso: dai sopralluoghi una trave portante è risultata spezzata ed occorreranno due mesi per le verifiche strutturali e la messa in opera delle riparazioni di emergenza. Una situazione delicata e complessa che, come affermano i Parlamentari di Parma del Partito Democratico, va al di là della viabilità e coinvolge anche le attività turistiche e la condizione di molti lavoratori. “Necessario – proseguono Romanini, Maestri e Pagliari – capire l’entità dei danni e approntare un piano di emergenza“.
E nel mentre che viene chiesto un incontro con il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, anche la destra chiama in causa lo Stato: “È indiscusso – afferma Nicola Scillitani, coordinatore di Fratelli d’Italia a Colorno – che il problema sia di carattere nazionale e auspichiamo che non si debba aspettare anni per vedere riaperta questa importante arteria del territorio colornese“. Una situazione “vergognosa” anche per Nicolas Brigati, capogruppo di Cambiamo Musica Busseto e Coordinatore di Forza Italia Giovani. “I collegamenti con la Lombardia sono a rischio: lo vediamo con il Ponte di Ragazzola, con il Ponte Autostradale di Castelvetro Piacentino, con quello di Boretto-Viadana. Dov’è la Regione Emilia Romagna?“.
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Dall’altra parte del Po il consigliere di Forza Italia del Comune di Casalmaggiore Orlando Ferraroni propone il ponte di barche. “Questi zatteroni – afferma – sopportano i carri armati, figuriamoci le auto. Il nostro esercito, con il genio pontieri, è certamente in grado di montare una struttura del genere in poco tempo“.
Infine c’è anche chi, come il sindaco di Sorbolo Nicola Cesari è preoccupato per le deviazioni del traffico pesante sulle arterie stradali provinciali e comunali della Bassa Parmense. Alcune strade sono state transennate per evitare il passaggio di mezzi pesanti: “Ecco cosa ci tocca fare – ha commentanto – per evitare che vengano devastati argini, strade e ponti secondari“. Con una conclusione amara, ma purtroppo veritiera: “Chissà per quanto tempo ancora“.