A Colorno la piena più grande di tutti i tempi; ha raggiunto i 9.5 metri di altezza
Non sono bastate, questa volta, le robuste fiancate del ponte su Piazza Garibaldi: la Parma è uscita dagli argini e, alle 8.00 di ieri 12 dicembre, le acque del torrente hanno lambito la piazza del Paese e alcune delle vie limitrofe
L’acqua ha iniziato a fuoriuscire alle 8.00 invadendo la Reggia, parte della Piazza e diverse vie del centro storico; Canova: “La piena più grande mai vista”
COLORNO | Non sono bastate, questa volta, le robuste fiancate del ponte su Piazza Garibaldi: la Parma è uscita dagli argini e, alle 8.00 di ieri 12 dicembre, le acque del torrente hanno lambito la piazza del Paese e alcune delle vie limitrofe. Sott’acqua anche la Reggia di Colorno e il suo incantevole giardino. “Quella che ha raggiunto Colorno è stata la più grande piena di tutti i tempi – spiega il sindaco di Colorno Michela Canova – e ha sfiorato i 9.50 metri“.
Nel corso del pomeriggio la piena è diminuita in modo significato: le previsioni non prevedono pioggia per i prossimi giorni e la situazione è in netto miglioramento. Le scuole sono riaperte già da oggi. I Vigili del Fuoco hanno aperto un punto d’ascolto in piazza per raccogliere le segnalazioni da parte dei cittadini. Alcune vie del Paese sono ancora senza energia elettrica, per motivi di sicurezza, ma già da oggi dovrebbe tornare la luce in tutte le case. Sempre nella giornata di oggi inizieranno le operazioni di pulizia dall’acqua e dal fango: le idrovore della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco saranno a disposizione per svuotare locali allagati.
Le campane che suonano a martello
A ripercorrere le grandi piene dei fiumi e dei torrenti nella Bassa Parmense c’è un segnale ricorrente: sono le campane della Chiesa che suonano a martello per dare l’allarme ai cittadini. Un segnale chiaro e distintivo che faceva capire a tutti che le acque stavano ormai per rompere gli argini e lambire le strade. Una tradizione che permane in molti territori della Bassa che, appunto, hanno le Chiese posizionate vicino agli argini: i primi baluardi del disastro che si stava per abbattere sul Paese.
Nel 1979 a Colorno, nella frazione di Borgomaggiore era già tracimato il canale Galasso le cui acque avevano raggiunto anche Torrile. L’evento più drammatico è stata sicuramente la piena del Po a Polesine nel 1951, ricordata anche nei film di Don Camillo e Peppone: in quell’occasione la Bassa Parmense e Reggiana furono invase dalle acque del Grande Fiume. Si contarono 84 vittime e quasi 200mila sfollati. Nel 1982 a creare disagi fu, invece, il Taro: la furia delle sue acque distrusse il Ponte della Ferrovia su cui transitava la linea Milano-Bologna, ma per fortuna non vi fu nessuna vittima.
Suggestive immagini della Reggia di Colorno allagata ci arrivano dal 1929. Nel 2000, alle cinque del mattino, l’allora sindaco di Colorno Sabrina Fornia diede ordine al prete di suonare le campane a martello. Era il segnale per i colornesi: le acque del Parma stavano minacciando il Paese. A quelle campane, ben presto, si aggiunsero anche le sirene di Vigili del Fuoco e Protezione Civile. Ma quella volta il torrente, come ad ascoltare le preghiere silenziose dei colornesi, si fermò a pochi millimetri dalla fuoriuscita. Nel 2014 un’altra piena segnò la storia di Colorno: quella notte furono in molti a posizionare i sacchi di sabbia per rinforzare il ponte e le zone critiche della città. Un lavoro ben ripagato: i danni al Paese sono stati pochissimi.
I commenti della politica
Un ringraziamento ai volontari della Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e agli Amministratori è arrivato anche dai deputati Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini e dal senatore Giorgio Pagliari. “Gentiloni – hanno affermato a margine di un incontro con il Premier – ci ha assicurato la disponibilità a deliberare lo stato di emergenza già nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri. Parma non si è arresa e non si arrende”.





