parma borgo

Foto Credits: Simone Buratti

Testo: Chiara Corradi e Luca Dall’Asta

La lotteria degli scontrini è diventata, insieme al cashback, il tormentone natalizio di quest’anno perché tra chi la elogia e tra chi la critica tutti ne parlano. Effettivamente l’dea del governo merita quantomeno un approfondimento: offrire ai cittadini la possibilità di un ritorno economico dai propri acquisti con l’obiettivo di incentivare l’emissione degli scontrini e quindi di combattere l’evasione fiscale. Ma l’Italia è davvero pronta ad iniziare questo percorso di digitalizzazione del Paese oppure questa verrà ricordata come una mossa intempestiva ed inefficace del Governo? Nell’homepage del sito dedicato alla lotteria degli scontrini compare in bella vista un countdown che scandisce il tempo che manca al 1° gennaio 2021, ovvero la data in cui è stato fissato l’inizio della prima lotteria anti-evasione al mondo. Ma i dubbi e le perplessità che accompagnano l’attesa sono ancora forti e la variabile confusione la fa da padrona, per non parlare poi delle proteste che insorgono tra i commercianti che non si sentono tutelati in quest’iniziativa.

Ma andiamo con ordine perché per capire bene cosa sia e perché ci sia una lotteria degli scontrini bisogna partire da lontano, ossia dal progetto socioeconomico di digitalizzazione del Paese che vuole limitare il più possibile il pagamento in contanti andando a favorire un sistema di transazioni completamento elettronico. È seguendo questa direzione che il Governo ha deciso di proporre la lotteria degli scontrini come stimolo in più per i cittadini a pagare con carta ma richiedendo comunque anche per i pagamenti in contanti lo scontrino fiscale. La lotteria fa leva sullo spirito ludico (o ludopatico) degli italiani per combattere dal basso una delle piaghe peggiori della nazione: l’evasione fiscale. A rimetterci sembrano però essere gli esercenti commerciali in quanto dovranno sostenere di tasca propria i costi per l’aggiornamento delle casse (obbligatorie dal 2021) ed inoltre si ritroveranno con clienti che pagheranno con carta anche importi minimi senza che le banche azzerino le commissioni e quindi per alcune attività la vendita si trasformerà in una perdita.

La voce dei commercianti: “Nessuna tutela e comunicazioni intempestive”

Siamo andati a Parma per chiedere ai commercianti la loro opinione relativamente a questo tema tanto dibattuto. Da parte loro i commercianti si dichiarano reticenti all’idea della lotteria in quanto dovrebbero sostenere di tasca loro le spese per aggiornare i dispositivi di pagamento ed in generale non pensano che quest’iniziativa possa attrarre la partecipazione dei cittadini come invece si augura il governo. Il sentore comune è quello di essere davanti ad un problema piuttosto che a qualcosa di vantaggioso. “Non parteciperò assolutamente alla farsa della lotteria degli scontrini” esordisce così la titolare della Sartoria Notorius di via D’Azeglio, entrando a gamba tesa nel vivo della questione. La titolare 64enne ha altri negozi in città e dovrebbe spendere circa 2500 euro per aggiornare tutte e cinque le casse di cui dispone. “Non accetterò le richieste di partecipare alla lotteria ed anzi applicherò sconti sui pagamenti in contante“.

La questione più annosa per tutti i commercianti sembra essere proprio il fatto che il Governo abbia indetto questa iniziativa lasciando ai commercianti l’onere delle spese per mettere in regola i dispositivi di pagamento. La pensa così il proprietario dell’attività Grembiuli ed Intimo Longari di Piazza Ghiaia che mette in luce anche la diatriba sulle commissioni bancarie: “Se la gente inizia a pagare solo con carte io mi ritrovo con più commissioni e dovrei iniziare quindi ad alzare i prezzi andando a sfavorire i clienti stessi“. Ma a differenza di altri Longari ammette il dovere di adeguarsi in quanto altrimenti rischierebbe di perdere clienti se negasse loro la possibilità di partecipare alla lotteria.

Tra chi si è già attrezzato ed è pronto ad iniziare il 1° gennaio il morale è ugualmente cupo: “Abbiamo già aggiornato tutto ma questa, secondo me, è solo l’ennesima sfida a cui il Governo ci sottopone, abbiamo già spese extra per i gel disinfettanti e per i plexiglass. Penso che sia una trovata inutile che non servirà a nulla nella lotta all’evasione fiscale“. Ecco come il gestore dell’Oreficeria Dieci e Bettoni di via Mazzini evidenzia un altro tema caldo: la lotteria porterà risultati tangibili nella sfida agli evasori? Giancarlo Zilocchi del Centro Rasoi Elettrici di Strada Garibaldi è positivo e dice che sarà un buon strumento per combattere i furbetti perché il cliente viene incentivato a chiedere lo scontrino mentre prima se ne fregava ed il commerciante ne approfittava. Lo stesso poi lancia una frecciatina alle istituzioni: “Troppa confusione, non si capisce davvero nulla: un giorno dicono che sarà obbligatorio dal primo gennaio 2021 mentre il giorno dopo dicono che fino a luglio 2021 non se ne parlerà“.

Sono in tanti i commercianti a non avere le idee chiare soprattutto per quanto riguarda obblighi e tempistiche tant’è vero che anche all’Antica Salumeria Alimentaria Rastelli di via Repubblica troviamo dubbi e incertezze: “Su consiglio della commercialista io non adeguerò le casse dei miei due negozi fino a quando non sarà obbligatorio per legge e quel momento sembrerebbe essere il prossimo luglio ma rimaniamo comunque vigili perché ormai fanno le leggi di notte e tu al mattino deve avere tutto in regola, è un vero casino“.

A tal proposito interviene anche l’esercente della storica Giocoleria Pinocchio di via Farini che incalza: “Non si capisce davvero quale sia la verità perché in giro, anche tra i colleghi, si sente tutto ed il contrario di tutto. Le comunicazioni sono state troppo intempestive e le contraddizioni continue che pervengono dalle istituzioni hanno solo aumentato la confusione“. Il titolare continua poi esponendo i propri dubbi sulla mole di partecipanti che attrarrà quest’iniziativa dicendo che, secondo lui, saranno pochissimi coloro che scaricheranno il codice lotteria dal web.

Al Color Viola, profumeria di via Repubblica, il proprietario che ci accoglie ci ricorda un altro motivo per cui sarà attivata la lotteria degli scontrini: incentivare i consumi in un periodo stantio per l’economia. Ma è sempre lui che sbotta: “Non si capisce perché in Italia le commissioni debbano essere così alte visto che negli altri Paesi già da anni la gente usa la carta per pagare anche solo un caffè. E’ una medaglia a doppia faccia perché se da una parte s’incentivano i consumi dall’altra il commerciante deve sostenere più costi per i pagamenti delle commissioni bancarie“.

Le commissioni bancarie ancora troppo alte sembrano essere il filo conduttore che unisce le parole di tutti i commercianti della città: “La lotteria a me personalmente non fa né caldo né freddo, se vogliono farla non c’è problema ma basta che taglino le commissioni che dobbiamo pagare alle banche“, così Maria dell’omonima sartoria di via D’Azeglio. “Alcuni iniziano a fare le ricevute solo per lavori di un certo importo e penso sia diventato veramente l’unico modo per tirare avanti“.

Insomma, il morale dei commercianti parmigiani è ricco di delusione ed insofferenza verso un Governo che sancisce e poi non si preoccupa di predisporre lasciando tutti gli oneri del caso ai membri di una categoria già martoriata dalla pandemia e che, come ricordano alla Giocoleria Pinocchio, sta affrontando il periodo più duro di sempre.

L’assessore Casa: “Nuovi stimoli per riportare la gente nei negozi”

Siamo in un momento storico in cui conviene pagare elettronicamente, l’Italia è troppo indietro rispetto agli altri Paesi per quanto riguarda la digitalizzazione delle transazioni” – esordisce l’Assessore al Commercio del Comune di Parma Cristiano Casa. “L’obiettivo è quello di far fronte alla piaga del nostro paese che al momento è l’evasione fiscale ed il pagamento a nero“. E’ con questa premessa che l’Assessore introduce alcune delle novità che il governo sta apportando nel settore del commercio: “Da qualche tempo è attivo su tutto il territorio nazionale il cashback che credo sia uno strumento molto valido sia per ingrandire la mole dei pagamenti elettronici sia per invogliare i cittadini a ritornare nei negozi visto che ci sono servizi non usufruibili tramite acquisti online“.

Focalizzandosi più sulla realtà parmigiana continua: “Dal primo gennaio il Comune di Parma in vista dell’evento Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 metterà a disposizione dei cittadini e dei turisti la Parma Card ovvero uno strumento che permetterà agli utenti l’accesso a prezzi bassi e vantaggiosi a servizi turistici, culturali e di trasposto della città“. Il Comune si augura che questa proposta della Parma Card intensifichi la voglia di esplorare e di acquistare di cittadini e turisti. “E’ il nostro modo per smuovere l’economia della città, vogliamo portare gente ai commercianti convenzionati“. Tra le altre operazioni per il sostegno dei commercianti Casa sottolinea il rimborso reso disponibile dal Comune per le rate della TARI pagate nel 2020: “Abbiamo dimostrato di tenere molto ai lavoratori del settore del commercio e non escludiamo altre operazioni simili già nei primi mesi del nuovo anno“.

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