Centro storico e Oltretorrente sempre più in crisi e  il commercio sembra non riprendersi: sempre più saracinesche abbassate e quartieri verso il degrado

La situazione dell’Oltretorrente e del centro storico non sembra migliorare. Basta fare un giro nelle strade dei quartieri per accorgersi di quello che sta accadendo. Vie desolate, negozi vuoti, molte saracinesche abbassate. Anche il flusso di persone che costantemente frequentavano questi quartieri per lo shopping o per una passeggiata pomeridiana sembra essere diminuito. Gli ultimi dati del Centro Studi Ascom confermano che la situazione ha un trend negativo. Al settembre 2016, tra città e provincia, le imprese erano 41.257 con un saldo negativo di 462 imprese. 

Parallelamente, sempre nella stessa indagine Ascom, si nota una crescita delle catene in franchising nel centro storico. Diminuiscono, dunque, i negozi tradizionali e le botteghe storiche che da sempre caratterizzavano questi quartieri. Nel centro storico e in Oltretorrente sono quasi 80 i negozio chiusi o sfitti. Vie e quartieri che stanno lentamente morendo. Una fine inevitabile se i negozi che chiudono non vengono rimpiazzati. La crisi sta attanagliando ogni sorta di attività commerciale, con conseguenza non solo a livello economico ma anche sociale. I negozi aperti svolgono una funzione di presidio, oltre che di servizio, di aggregazione e di incentivo al turismo. 


Più volte, in diversi modi, i commercianti hanno chiesto aiuto all’Amministrazione comunale. Una delle tante richieste riguarda la modifica della viabilità. Una misura questa che, a detta dei negozianti di Oltretorrente e centro, sta portando alla morte dei negozi. Ma non solo: anche il crollo della domanda immobiliare è un fattore da tenere in considerazione. Tra i problemi riscontrati, nello specifico, ci sono le limitazioni al traffico e l’estensione delle Ztl. In questo modo i non residenti non riescono ad arrivare in centro in auto. Sopratutto poi, mancano parcheggi comodi ed economici

Lega Nord Parma: “Gli abitanti sono la vera ricchezza del centro storico e vanno ascoltati”

Sull’argomento è tornata in questi giorni anche la sezione di Parma della Lega Nord. Dagli esponenti locali del Carroccio è arrivata la solidarietà ai residenti dell’Oltretorrente, ma anche alcune proposte. Una di queste riguarda la necessità di interventi strutturali in tema di sicurezza, servizi e commercio “mettendo al primo posto gli abitanti con le loro aspettative e richieste“. La recente chiusura del Lungo Parma ad esempio, avrebbe portato ad un aumento dell’inquinamento. “Inoltre – spiegano dalla Lega – comportano percorsi tortuosi. E aumentano l’inquinamento a causa dell’estenuante ricerca del parcheggio, specie alla sera“. 

 

Una delle soluzioni potrebbe essere la creazione di stalli di sosta breve. Piccoli parcheggi che possano permettere anche l’accesso alle attività commerciali. Un’altra ipotesi è quella di prevedere permessi temporanei per la sosta, in attesa della realizzazione di un parcheggio come previsto dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. “Per la sicurezza – continua il Carroccio – serve aumentare la presenza delle Forze dell’Ordine in zone come la Stazione e la Pilotta. Ma anche aumentare l’illuminazione nei vicoli del centro storico“. 

Vogliamo fortemente – concludono – che Parma sviluppi a pieno le proprie potenzialità. È necessario pensare la città in modo integrato. Con politiche strutturali e di lungo respiro che tengano conto delle criticità di tutti i quartieri come San Leonardo e Pablo e dell’intero territorio comunale. Riteniamo che in un’epoca di disorientamento e di perdita dei riferimenti tradizionali le priorità per un’Amministrazione siano l’ascolto e la condivisione delle necessità dei cittadini“.

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Parma, il commercio del centro muore; chiusi 55 negozi