La Camera di San Paolo di Parma entra nel circuito dei Castelli del Ducato
S’intitola “Correggio e la Camera di San Paolo a Parma” il biglietto d’ingresso che permette…
S’intitola “Correggio e la Camera di San Paolo a Parma” il biglietto d’ingresso che permette al Comune di Parma di accedere al circuito dei Castelli del Ducato, la rete turistico culturale che raccoglie manieri, antiche corti, musei e dimore storiche della provincia parmense e piacentina. La stanza costituiva l’appartamento privato della colta Badessa Giovanna da Piacenza nel Monastero benedettino di San Paolo, in pieno centro storico, sublimato in uno dei capolavori del Rinascimento italiano grazie alla volta affrescata dalla mano sapiente di un giovane Correggio. Oggi, rappresenta la pièce de résistance del complesso museale dell’antico Monastero che, come affermato dall’Assessore alla cultura Lorenzo Lavagetto, “sta tornando ad avere un ruolo importante in città“.
Lo stesso Assessore è stato ringraziato insieme al Sindaco Michele Guerra da Orazio Zanardi Landi, Presidente dei Castelli del Ducato. Nel dare un caloroso benvenuto al Comune di Parma, quest’ultimo ha sottolineato il messaggio sotteso all’ingresso del capoluogo emiliano nel circuito, ovvero “l’importanza di una proposta turistica e culturale che connetta sempre più le grandi città d’arte, come Parma e Piacenza, con i borghi della provincia, le rocche, le fortezze e i manieri“. Con simili parole si è espresso anche il Direttore dei Castelli del Ducato, Maurizio Pavesi, il quale ha salutato l’inizio di una fruttuosa collaborazione fondata su “storia, identità e marketing turistico-culturale di un’area vasta con la marca d’area ventennale Castelli del Ducato e la qualità della proposta culturale della città di Parma”.
Il legame storico e artistico de facto tra città e territorio diventa così finalmente de iure. E non è un caso che a suggellarlo sia la Camera di San Paolo, che già presenta un collegamento simbolico con la Rocca Sanvitale di Fontanellato, sede ufficiale del circuito dei Castelli del Ducato. Entrambi i luoghi, infatti, ospitano un affresco ritraente la dea della caccia Diana, raffigurata dal Correggio in piedi su un cocchio sulla cappa del camino tra le due finestre della stanza del Monastero, e invece nuda al bagno nella celebre Saletta di Diana e Atteone ad opera del Parmigianino.
Il complesso di San Paolo
Il maggior splendore del complesso monumentale del Monastero benedettino di San Paolo ebbe luogo tra il XV e il XVI secolo, durante la reggenza delle badesse Cecilia Bergonzi e Giovanna da Piacenza. Proprio gli ambienti dell’appartamento privato di quest’ultima vengono ricostruiti dall’attuale percorso museale statale, la cui apertura è garantita dal Comune di Parma. Tale percorso include anche il vano dell’antico refettorio monastico, poi trasformato in cappella, in cui sono esposti una serie di affreschi staccati dei secoli XV e XVI e uno splendido coro ligneo seicentesco.
La Camera ad opera del Correggio, ultimata nel 1519, rientra in una coppia di ambienti comunicanti insieme a una stanza affrescata dal pittore parmigiano Alessandro Araldi, che vi lavorò nel 1514. Sempre a quest’ultimo è da attribuire una copia dell’Ultima Cena del 1516 posta all’ingresso del percorso. La sua stanza propone una sinfonia di raffigurazioni sacre e profane, con putti, animali fantastici e rosoni in stucco dorato affiancati da tondi e riquadri a incorniciare scene del Vecchio e Nuovo Testamento. Il tutto è minuziosamente ricamato all’interno di una ricca decorazione a grottesche e candelabre dipinte, che si staglia contro il fondo blu della volta.
La Camera ad opera del Correggio, d’altro canto, rappresenta un fulgido esempio del maturo Rinascimento italiano. Con grande maestria, il pittore cela le cordonature dell’originale volta tardo gotica a ombrello attraverso un ammirabile berceau a intrecci e tracci vegetali, che crea l’illusione di un vero e proprio pergolato. A partire dal centro, ove campeggia il triplice lunare stemma della Badessa, la volta viene suddivisa in sedici spicchi, ciascuno con un tondo a forma di uovo da cui si affacciano putti giocosi. Alla base di ciascuno spicchio, inoltre, sedici lunette monocrome con raffigurati personaggi mitologici illuminati dal basso, in maniera tale da apparire quasi come bassorilievi. Sul già citato camino, infine, a simboleggiare la Badessa è rappresentata Diana alla guida del carro, in procinto di partire per una battuta di caccia.

