I dati di Confcommercio confermano quelli di Ascom Parma: chiudono negozi sia in centro che in periferia; va meglio invece per turismo e settore tecnologie

Confcommercio ha presentato i dati su città e commercio 2008-2018, per raccontare il cambiamento dei centri storici, dal punto di vista commerciale, negli ultimi 10 anni. I dati emersi affermano che hanno chiuso i battenti più del 10% delle attività sia in centro che in periferia, ma dall’indagine è emerso anche che i settori ICT (Information and Communication Technology) e turismo sono in crescita. All’interno dello studio nazionale è stato analizzato anche il caso di Parma, che si dimostra in linea con altri comuni d’Italia: i dati, che sono conformi a quelli di Ascom Parma, mettono in luce il quadro complessivo che rappresenta un forte rischio di impoverimento del centro storico parmigiano e della prima periferia.

I dati nazionali sono emersi dallo studio di 120 comuni italiani fra i capoluoghi di provincia e comuni più popolosi e prendono in considerazione i cambiamenti delle attività commerciali dal 2008 allo scorso anno. In media in 10 anni il commercio al dettaglio e ambulante ha perso a livello nazionale il 13% degli esercizi nei centri storici e il 10% nelle periferie, dimostrando comunque differenze nei vari settori (-15% calzature, -23% mobili e arredo casa, -22% libri e giocattoli). Un trend positivo è stato invece registrato per le attività turistiche, come bar o pubblici esercizi, che vedono un aumento di quasi 20% sia nei centri storici che nelle periferie; dati positivi emersi anche riguardo al settore Ict, con l’aumento del 26%. Il calo a Parma è del 10% nei centri storici e di 7,5% nelle periferie, dato inferiore alla media nazionale ma comunque significativo. Anche nella città Ducale +15% per alberghi e bar e +8% per le tecnologie.

Ciò che emerge è quindi il bisogno di un riconoscimento dello stretto rapporto tra commercio e viabilità, non solo a livello emiliano, ma anche nazionale. A tal proposito Parma ha attivato per il biennio 2018-2020 il Piano Piccolo Commercio, elaborato dall’Amministrazione Comunale e dalle Associazioni di categoria del commercio, risultando una delle prime città ad aver presentato progetti concreti per una soluzione. Tra i progetti la riattivazione degli oltre 150 negozi sfitti, la detassazione a favore di nuove aperture e la possibilità di utilizzare locali come punti espositivi da parte di altri operatori commerciali. “Città più belle e attrattive danno sicurezza e fiducia: costituiscono un grande valore sociale ed economico per i nostri territori. Commercio, turismo e servizi vivono delle città e le fanno vivere” afferma con orgoglio e dedizione Claudio Franchini, direttore di Ascom Parma.

© riproduzione riservata