Il presidente della Consulta degli Stranieri, Erion Begaj:

Il presidente della Consulta degli Stranieri, Erion Begaj: “In Provincia di Parma oltre 5000 imprese straniere”

Presidente, quando nasce e come funziona la Consulta degli Stranieri?

La Consulta degli Stranieri che ho l’onore di presidiare è un organo che raggruppa 18 associazioni culturali ed economiche della provincia di Parma, che a loro volta sono espressioni delle comunità straniere che siedono nel nostro territorio. La costituzione della Consulta risale nel 2016 come esigenza di dare voce e organizzazione a queste associazioni sul terreno e tenere contatti con i vari enti diffusi a livello provinciale. La nostra mission principale è quella di trasmettere e far passare l’idea che se la convivenza ormai è un dato scontato, le forme che può prendere non lo sono. Perciò non dare mai nulla per scontato ma cercare quotidianamente di parlare e spiegare che l’Italia è un paese di tutti quelli che lo hanno scelto per vivere onestamente.

Cosa ne pensa degli episodi di razzismo che sono avvenuti in Italia? E in merito all’affermazione – anche a livello elettorale – di politiche definite “populiste”?

Penso che gli italiani non siano una società razzista, nonostante alcuni episodi di intolleranza possono sbiadire questa mia affermazione, sono episodi prevalentemente di carattere emotivo e individuale. Posso dire invece che gli italiani e soprattutto gli occidentali in generale sono molto spaventati per il loro futuro e la perdita di alcuni punti di riferimento che una volta ti indicavano la strada certa. E giocoforza gli porta di vedere “lo straniero” come responsabile di questa situazione e di conseguenza si rifugiano in nuove forme di rifiuto e intolleranza che in politica chiamiamo “populisti”. Per la mia esperienza penso che se vogliamo dare un senso a questa convivenza ormai scontata, dobbiamo percorrere la strada che gli utilitaristi e soprattutto il Conte di Montesquieu ci indicavano due secoli fa. “Il commercio ingentilisce i popoli”: in parole povere dobbiamo far passare il concetto che se abbiamo scelto di star insieme è prevalentemente per motivi e interessi economici. Il 90% degli immigrati in occidente sono per migliorare le condizioni materiali delle loro famiglie. Le aziende italiane assumono gli stranieri per il basso costo e a volte per alta qualifica acquisita nel paese d’origine. Gli uni e gli altri siamo fortemente interdipendenti e con interessi intrecciati. Solo nel welfare la presenza dei servizi colf e badanti riesce o sostituire fortemente la non-presenza del servizio pubblico in una popolazione altamente invecchiata. Queste che sto dicendo sono concetti ultra conosciuti ma di cui nessuno vuol parlare.

Immigrazione e ordine pubblico: sono temi correlati?

In Italia l’immigrazione viene trattata come questione inerente all’ ordine pubblico. Faccio un esempio: solo per rinnovare il permesso di soggiorno biennale ti chiedono gli stessi documenti ripetutamente nonostante il richiedente è residente regolarmente da oltre 5 o 10 anni sul territorio e gli ha già consegnati diverse volte nei rinnovi precedenti con file interminabili e giri amministrativi inutili.

Sono tanti gli stranieri che vivono e lavorano a Parma: che peso ha l’impresa straniera nell’economia parmigiana?

Nessuno parla con cognizione di causa su qual è l’impatto dell’impresa “straniera” a Parma. Noi come Consulta abbiamo svolto un indagine che i risultati gli abbiamo presentati a maggio scorso in un convegno promosso da “Il Borgo” insieme all’Università di Parma con il titolo “La città che accoglie”. Solo nella nostra provincia le imprese straniere sono 5.287 e costituiscono il 11% del tessuto produttivo (non tenendo conto dei titolari naturalizzati). Solo nel comparto costruzioni (albanesi e marocchini) sono oltre il 22% di imprese a guida straniera, altri comparti come il commercio e ristorazione (Tunisini,  cinesi) sta tenendo vivo quei negozi in centri storici dove la grande distribuzione ha messo in ginocchio quelle attività. Noleggio e pulizie (rumeni e moldavi) sono altre attività a guida straniera. Altrettanto importante è la presenza nelle professioni come medici, avvocati, commercialisti, consulenti finanziari segna un salto di qualità e la formazione di una “classe borghese”. Lo spirito di sacrificio, la voglia di realizzarsi, la propensione al rischio porta milioni di nuovi italiani ogni giorno nella ricerca del benessere, che non è soltanto loro, ma a lungo termine sarà un beneficio per il nostro paese. In altre parole è una società che sta cambiando positivamente ma che fa fatica a trovare un interlocutore affidabile nelle istituzioni.

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