Cooperative irregolari a Parma: l’Ispettorato del Lavoro ne scova tre

Contribuzione inferiore ai minimi, mancato pagamento di retribuzione e Tfr, lavoro nero. Sono le irregolarità…

Lavoro in nero, mancati pagamenti del Tfg e contribuzione inferiore ai minimi per tre Coop di Parma

Contribuzione inferiore ai minimi, mancato pagamento di retribuzione e Tfr, lavoro nero. Sono le irregolarità riscontrate dall’Ispettorato del Lavoro a tre cooperative di Parma, nell’ambito delle ispezioni effettuate sul territorio regionale nel primo trimestre di quest’anno su 70 coop, 61 delle quali risultate non in regola. Non solo. Ben 45 su 71 stavano applicando Ccnl “pirata”, ovvero non negoziati dalle associazioni imprenditoriali e sindacali maggiormente rappresentative. 

Sono ancora troppo poche le ispezioni sulle cooperative illegali, presenti in modo massiccio anche nella nostra provincia – commenta Marina Molinari, segretario generale della Cisl di Parma e Piacenza – Si tratta di cooperative con sedi legali spesso lontane dal nostro territorio, che non rispettano le regole, lucrano sul lavoro delle persone ed evadono tasse e contributi. Chi opera in modo illecito è estremamente nocivo perché mette fuori concorrenza quelle cooperative che, al contrario, rispettano le regole e retribuiscono correttamente i lavoratori, applicando i contratti nazionali sottoscritti da Cgil Cisl Uil“.


Questi dati rappresentano un’ulteriore conferma a ciò che la Cisl rivendica da tempo, vale a dire la necessità di elevare la qualità e la legalità del lavoro anche in Emilia Romagna anche attraverso una lotta serrata e prioritaria contro le cooperative spurie”, così Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale della Cisl, ha analizzato e commentato i dati diffusi dall’Ispettorato del Lavoro sull’attività ispettiva nel settore della cooperazione. Nel complesso, a livello regionale, ben 1.438 lavoratori sono risultati irregolari, di cui 44 in nero. Le ispezioni hanno consentito di recuperare oltre tre milioni di euro di contributi evasi. Molte delle realtà sanzionate derivano dal comparto del terziario, dei trasporti e del facchinaggio, con il 47% delle pratiche avviate.

E’ necessario – ha rincarato la dose Filippo Pieri, segretario generale della Cisl Emilia-Romagna – che si potenzino i controlli e che istituzioni e imprese affidino gli appalti e i subappalti a soggetti economici pienamente operanti nella legalità e nella regolarità“. “Di sicuro – conclude il massimo dirigente della Cisl regionale – la recente legge “sblocca cantieri”, con la reintroduzione del massimo ribasso, l’ampliamento dell’affidamento diretto dei lavori e il ricorso fino al 40% al subappalto, non farà altro che favorire lavoro irregolare, infiltrazioni mafiose e illegalità. E non certo una vera sburocratizzazione, uno degli obiettivi basilari auspicati dallo stesso sindacato“.

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