Un kit per identificare in soli 15 minuti tutti gli individui con infezione da Coronavirus in corso, ma asintomatici o con sintomi lievi, che non hanno i requisiti per eseguire il tampone. Una sorta di ‘pre-tampone’ che potrebbe aprire una strada preferenziale a chi non mostra segni di malattia, ma rappresenta un rischio per la comunità. A svilupparlo l’azienda Technogenetics di Lodi, recentemente acquisita dalla Cinese Khb, che ha già iniziato a produrre e a distribuire in varie realtà italiane, come aziende di beni necessari che non possono fermare le produzioni, ma anche Comuni italiani.

L’azienda ha messo a punto una sorta di ‘pre-tampone‘, un test che non è molecolare ma sierologico, da effettuare attraverso una gocciolina di sangue, in maniera simile a quello dell’esame della glicemia.”L’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute hanno dato indicazione alle regioni di attenersi ai test di biologia molecolare. Questo è quello che viene fatto ancora oggi, ma si sta procedendo ad ampliare la platea di laboratori capaci di fare questi test e oltre a usare il metodo indicato sono ora accettati anche kit commerciali come il nostro“, assicura il responsabile della Technogenetics De Rosa. “Le ipotesi di utilizzo per il kit veloce è dunque – aggiunge De Rosa – lo screening veloce in ambienti critici (operatori sanitari, forze dell’Ordine, logistiche, trasporti pubblici e privati, produzioni e vendita beni primari), screening sistematico della popolazione nelle ‘zone focolaio’. Quanto al prezzo, abbiamo deciso di dare un contributo al sistema sanitario nazionale fissando il costo di un test in 5 euro“.

Nella conferenza stampa di ieri anche il commissario straordinario dell’Emilia Romagna Sergio Venturi aveva annunciato test su tamponi più veloci: ““Abbiamo bisogno di avviare una nuova attività sui tamponi attraverso i test rapidi: si tratta di test che stiamo testando, ma prima dobbiamo verificare che diano risultati sicuri”, queste le parole del dottor Venturi durante la consueta conferenza stampa di aggiornamento. “Questi nuovi test – prosegue – hanno un tempo di refertazione che è un quarto rispetto ai precedenti, contiamo quindi di validare quelle poche aziende che siamo sicuri che possono fornirceli per poi sottoporli a tutto il personale sanitario regionale”.

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