Il Correggio, l’artista che ha incantato Parma con i suoi capolavori

Il 5 marzo del lontano 1534 moriva il pittore Antonio Allegri, anche meglio conosciuto come…

Parma 2009

Parma, 22.09.2009 - Camera di San Paolo. L'affresco del Correggio.

Il 5 marzo del lontano 1534 moriva il pittore Antonio Allegri, anche meglio conosciuto come “il Correggio“, uno degli artisti più celebri e apprezzati del periodo rinascimentale. Per tale ragione, oggi domenica 5 marzo, il Salone degli Arazzi delMuseo il Correggio” intende celebrare l’anniversario della morte dell’artista presentando a Palazzo dei Principi il restauro del busto ritraente il Correggio, un’occasione unica per celebrare la figura iconica del Pittore e l’intero patrimonio artistico che ha lasciato all’Italia e a tutto il mondo. Tuttavia, una gran parte dell’eredità dell’artista rinascimentale si trova a Parma: secondo Claudio Franzoni e Margherita Fontanesi, presidente e vicepresidente della Fondazione “il Correggio Onlus“, “Parma vuol dire Correggio, città dove sono state scritte alcune pagine insostituibili della storia dell’arte italiana e non solo. Potremmo inoltre chiederci: quale personaggio di rilievo è passato da Parma dal ‘500 in poi e non ha ammirato il Correggio?”. Grazie alla disponibilità della Fondazione, è stato possibile ripercorrere la carriera artistica del Correggio nel territorio parmigiano, in modo da comprenderne la grandezza e apprezzarne maggiormente i capolavori.

Quando e come nasce la Fondazione “il Correggio” e quali obiettivi vi ponete?

La Fondazione è nata ormai più di vent’anni fa, quando vennero acquistate tre opere due dipinti e un disegno – attribuiti ad Antonio Allegri e da allora visibili nel Museo Civico di Correggio. Da allora, la Fondazione si è mossa su due piani: da una parte l’attività di divulgazione delle opera del pittore (tramite lezioni, conferenze e non solo), dall’altra lo studio scientifico, con la pubblicazione di saggi di studiosi di livello nazionale e internazionale.


Qual è l’eredità che il Correggio ha lasciato a Parma e ai parmigiani? Cosa ha significato, per il Correggio, l’esperienza parmigiana?

Naturalmente Parma è il tesoro dell’opera di Correggio: grazie agli affreschi nella Cattedrale, in San Giovanni e alla Camera di San Paolo, a cui aggiungo il Complesso della Pilotta, credo che l’offerta turistica della città sia di livello ottimo. Come ogni eredità, anche quella del Correggio non è un materiale inerte, ma dipende dagli eredi: si apprezza e si ama se si vuole, in altre parole richiede attenzione, cura e sforzo di comprensione anche da parte di chi ha avuto la fortuna di ricevere quest’eredità.

A livello internazionale qual è stato il “quid” che ha fatto sì che le opere del Correggio diventassero famose in tutto il mondo? Quali sono quelle più apprezzate?

In tutta Europa, dal Cinquecento in poi, Antonio Allegri è stato ricercato dai collezionisti, celebrato dagli studiosi e apprezzato dai conoscitori. Da sempre è dunque considerato ai vertici dell’arte del Rinascimento, allo stesso livello di Michelangelo, Raffaello e Tiziano. Addirittura, per alcuni secoli, anche il nome di Leonardo passò in secondo piano rispetto al Correggio. Stabilire una sorta di graduatoria delle sue opere più amate è impossibile; ad ogni modo, è necessario ricordare che per secoli il cosiddetto Grand Tour, cioè il viaggio in Italia che almeno una volta nella vita veniva compiuto dai rampolli delle famiglie europee e dagli uomini di cultura, prevedeva Parma come meta quasi obbligatoria. “Parma”, pertanto, era sinonimo di “Correggio, sopratutto alla luce delle innumerevoli opere prodotte tra il Settecento e l’Ottocento.

A Correggio, il 5 marzo verrà mostrato il restauro del busto di Antonio Allegri: qual è la sua storia e che opera di restauro è stata fatta?

Si tratta di un busto del secondo Settecento, realizzato anche per contenere le presunte ossa del pittore. Pertanto, è una sorta di busto-reliquiario che costituisce una delle tante dimostrazioni di affetto e di apprezzamento per l’opera dell’artista nel nostro territorio emiliano.

Come Fondazione avete in programma iniziative o progetti per valorizzare la figura del Correggio?

La Fondazione continua a promuovere studi e saggi sul Correggio, ma prende atto che da alcuni decenni a questa parte il pubblico è cambiato. Per questa ragione, siamo molto attivi sui social e, di conseguenza, abbiamo interamente rinnovato il nostro sito web (www.fondazioneilcorreggio.it). Qua potrete trovare il racconto della vita e delle opere del Correggio, oltre ad un’ampia bibliografia che arriva fino ai giorni nostri e un blog dove si potranno trovare storie e curiosità sulle vicende dell’artista.

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