Intervista all’assessore Cristiano Casa sulla situazione di crisi del commercio: “Predisposto un piano commerciale per aiutare gli esercenti”

a cura di Andrea Adorni, Chiara Corradi e Greta Magazzini

INTERVISTA | Il piccolo commercio nel centro storico e nell’Oltretorrente sta attraversando un momento di forte crisi: lo dicono i dati, che evidenziano come il 2018 sia l’anno peggiore per l’alto numero di chiusure di negozi e, di contro, il risicato numero di nuove aperture. Lo dicono i commercianti stessi che – nelle interviste portate alla luce all’interno della nostra inchiesta – hanno dichiarato di trovarsi in una situazione di non ritorno, di cui difficilmente riescono a vedere una soluzione. Lo affermano, infine, anche le associazioni di categoria che identificano tra le varie cause della crisi la presenza massiccia di centri commerciali a Parma, oltre che l’inaccessibilità del centro storico.

La nostra redazione ha quindi intervistato l’assessore al Commercio del Comune di Parma Cristiano Casa, per sentire il parere dell’Amministrazione in merito alla situazione attuale del centro storico e per conoscere le misure preventive – e non solo – che il Comune adotterà per aiutare il piccolo commercio, incentivare le nuove aperture e diminuire la tassazione. Richieste, queste, che tutti i commercianti hanno avanzato all’unisono rivendicando una chiara posizione da parte dell’Amministrazione Pizzarotti.

Abbiamo intrapreso – ha affermato l’Assessore al Commercio – un percorso insieme alle associazioni di categoria che ci ha portato ad elaborare il piano del piccolo commercio“. Alla base del piano commerciale c’è uno studio approfondito della situazione di Parma, portato avanti dal laboratorio di Urbanistica e Commercio (Urb&Com) del Politecnico di Milano, che ha evidenziato due cause principali relative alla crisi del settore: in primis la massiccia presenza di centri commercialitutti deliberati dalle Amministrazioni precedenti” e in secondo luogo il cambio delle modalità di acquistosoppiantate dall’utilizzo di internet“.

Il piano del piccolo commercio

Un piano, quello del piccolo commercio, che si compone di dieci punti volti a migliorare l’attuale situazione fornendo aiuti concreti e incentivi agli esercizi commerciali. “Assicureremo il decoro delle aree e il rilancio dei locali sfitti da oltre tre mesi con pannelli e pellicole uniformati e con l’impiego dei locali stessi in spazi commerciali espositivi abbattendo i tributi locali Tari e l’imposta sulla pubblicità“. Inoltre il Comune emetterà una serie di avvisi pubblici per incentivare la nascita di nuovi negozi con un investimento massimo di 10mila euro a progetto: investimenti che, in un primo momento, saranno destinati a Borgo Romagnosi, via Mazzini e via D’Azeglio. 

Il regolamento per le medie strutture di vendita ce lo chiedono da tutta Italia, perchè siamo stati tra i primi Comuni a portarlo a termine. In centro stanno chiudendo molte banche, che hanno lo spazio e i locali adatti per essere sostituite da medie strutture“. Gli altri punti del programma riguardano la pedonalizzazione di alcune aree del centro storico; la predisposizione di un regolamento di salvaguardia per esercizi commerciali ed artigianali; il sostegno ad attività di ristrutturazione in previsione di Parma 2020 e il rilancio del settore merceologico alimentare della Ghiaia con la creazione di un mercato coperto in P.le San Bartolomeo. 

Con le associazioni dei commercianti – prosegue l’Assessore – abbiamo instaurato un dialogo proficuo e anche con i commercianti che sono venuti abbiamo ragionato sulle possibili soluzioni e promosso eventi che possano rivitalizzare il centro storico“. Tra le misure portate avanti dall’Amministrazione Pizzarotti ce n’è una a cui Cristiano Casa tiene in particolar modo: “Dal nostro insediamento – afferma – non abbiamo fatto nessuna delibera per l’apertura di nuovi centri commerciali, tutto quello che c’è o che ci sarà è frutto delle amministrazioni precedenti“.

Gli interventi a favore del commercio e l’abbassamento della pressione fiscale 

Dati alla mano l’assessore Casa evidenzia un aumento del 30% dell’afflusso turistico in città con una particolare attenzione al centro storico, ai suoi monumenti e quindi anche agli esercizi commerciali presenti. Sulle chiusure del 2018 dichiara: “Spiace che molti negozi chiudano, ma dobbiamo anche dire che diversi sono stati rimpiazzati da negozi nuovi. Se manca il ricambio generazionale, sopratutto nei negozi storici, il Comune può farci poco“. 

Tra gli interventi che l’Amministrazione Comunale ha portato a termine in questi anni c’è stata anche la retrocessione a terreni agricoli a spazi che avevano potenzialità insediative e, che dunque, potevano essere terreno fertile per la proliferazione di nuovi centri commerciali. Ma non solo: “Ai bar e ai ristoranti è stata ridotta la Cosap del 20%, mentre agli esercizi commerciali – già dal nostro primo mandato – abbiamo ridotto la Tari. E poi ci sono gli eventi – dal Gola Gola alla Mille Miglia – che ci hanno permesso di portare in centro storico tantissime persone“. 

Uno step importante, che avrà influssi positivi anche sul commercio, sarà Parma 2020: “Due punti cardine saranno il Ponte Romano e l’Ospedale Vecchio: ecco perchè abbiamo scelto Borgo Romagnosi, via Mazzini e via D’Azeglio tra le vie destinate al bando per l’apertura di nuovi negozi. Inoltre – conclude – sarà l’occasione, con l’apertura della Galleria Culturale all’Ospedale Vecchio, per far diventare l’Oltretorrente un ampliamento della zona monumentale allargando anche ‘di là dal Ponte’ l’afflusso dei turisti“.

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