La Cronaca nera si fa spettacolo, buona partecipazione all’evento fornovese
Il dibattito/presentazione si è svolto sabato sera nella Sala Consiliare, davanti ad una buona cornice di pubblico
Il dibattito/presentazione si è svolto sabato sera nella Sala Consiliare, davanti ad una buona cornice di pubblico
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Sabato 19 novembre nella Sala del Consiglio di Fornovo è andato in scena un interessante dibattito sulla “Cronaca nera” e sulle ragioni della sua spettacolarizzazione. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Culturale “La Pergamena” e dalla biblioteca Comunale, con il Patrocinio del Comune di Fornovo. Per l’occasione erano presenti: l’avvocato Luca Berni, il medico psicanalista Giuseppe Roncoroni, il giornalista Davide Bagnoli, Barbara Pelosi della Biblioteca di Fornovo e Dante Bolzani che ha allietato la platea con i suoi intermezzi musicali.
Ad aprire il confronto è stato il Sindaco Emanuela Grenti che ha portato il suo saluto agli ospiti, sottolineando l’importanza di questi momenti di riflessione pubblica. Successivamente Davide Bagnoli, autore del libro “La Cronaca nera in Italia. I perché della sua spettacolarizzazione”, ha spiegato il contenuto del suo testo e la sua interpretazione del fenomeno.
Gli interventi degli “specialisti della materia”
L’autore ha esposto i casi che a suo modo di vedere le cose hanno cambiato il registro della cronaca nera in Italia, da Vermicino ad Avetrana. Si è poi addentato nella spiegazione del fenomeno soffermandosi sulla forte attrazione provocata dal male che dovrebbe il suo successo “al fatto che la società odierna è immersa in problemi e difficoltà. Tanto che le persone finiscono per alleviare le proprie sofferenze osservando la difficoltà altrui”.
“Il male – prosegue l’autore – assolverebbe così un compito davvero importante per la società che lo osserva: permette di prendere le distanze da chi l’azione malvagia la compie. Permetterebbe così allo spettatore di sentirsi, in maniera illusoria ma rassicurante, diverso e di conseguenza migliore”.
Un’analisi che è stata poi seguita da quella di Roncoroni. “Abbiamo parlato di una pulsione morbosa che convive con un’altra nostra attitudine che è la compassione”. Lo psichiatra ha poi offerto un’illustrazione di fantasia de fenomeno. “Immaginiamo che oggi ci fosse un orso bianco che ci insegue. Noi scappiamo fino a che l’orso non afferra uno di noi. In quel momento proviamo un doppio sentimento. Un dispiacere perché la persona presa magari ci è simpatica e un po’ perché saremmo potuti essere al suo posto. Allo stesso tempo proviamo sollievo perché non siamo noi quelli presi. Questa doppia reazione fa parte dell’essere umano”.
L’avvocato Luca Berni ha poi invitato tutti a “riflettere sul fatto che ci sono più fattori che legano la notizia nera alla cronaca che diventa tale. La notizia nel momento in cui viene riportata dalla carta stampata, diventa una verità – prosegue l’avvocato. Nel momento in cui diventa vero qualcosa che è legato al male, la realtà umana ci pone davanti al rapporto tra il bene e il male. Purtroppo vince sempre il secondo sul primo perché ha maggiore legame con le debolezze umane”. L’avvocato ha poi sottolineato come il successo della Cronaca nera sia legato anche al nostro senso di giustizia. Il quale è profondamente diverso dalla Giustizia processuale.

