Sono giorni che si leggono post e notizie sui social, che si vedono video e reel da parte dell’ambiente partenopeo e non solo, del calcio in generale, che critica l’atteggiamento del Parma di Cuesta nella sfida col Napoli. Quel calcio giochista che piace a tanti, fatto di spettacolo e poca concretezza. Quel calcio fatto di spensieratezza, poca tattica, molta tecnica, dove il risultato forse conta meno della prestazione. Non si è parlato di altro, anche se la vera notizia è che il Napoli ha perso quattro punti tra l’andata e ritorno col Parma. La vera notizia è anche che il Napoli a Parma ha molto probabilmente detto addio al sogno di Scudetto. Quel gol di Strefezza dopo 30′ ha di fatto scucito il tricolore dal petto dei giocatori partenopei. La vera notizia è che mister Cuesta ha incartato la squadra di Conte sia all’andata che al ritorno, pareggiando nelle sfide del Maradona e del Tardini. Le critiche al mister crociato oggi stanno a zero. Sono poco comprensibili dall’ambiente ducale, figuriamoci se sono accettabili dall’ambiente partenopeo.
I 36 punti conquistati finora certificano più di mezza salvezza in tasca a sei giornate dalla fine. Sono gli stessi punti che il Parma della coppia Pecchia-Chivu conquistarono lo scorso anno al termine della stagione, quando il Parma si salvò nell’ultimo quarto d’ora dell’ultima giornata. Diversi punti poi sono stati conquistati contro le “big” come il Milan (pareggio al Tardini e vittoria al Meazza), oltre ai diversi scontri diretti portati a casa in chiave salvezza. È vero, rimangono sei partite dove il Parma potrebbe giocare più spensierato e libero mentalmente. Ma è anche vero che i crociati non sono tenuti a “scansarsi” di fronte alle squadre avversarie, dimostrando fame di vittoria fino al raggiungimento dell’obiettivo. A salvezza acquisita si faranno le valutazioni del caso e si inizierà a programmare la nuova stagione, magari con giocatori diversi e un nuovo modulo più offensivo.

