Cultura pop, sport e oggetti che attivano ricordi a Mercanteinfiera 2026 | FOTO

Cultura pop, sport e oggetti che attivano ricordi a Mercanteinfiera 2026 | FOTO

Fotogallery a cura di Simone Buratti

Ci sono oggetti che attivano ricordi, che ci fanno rivivere passioni, che trasmettono emozioni. Oggetti che ci permettono di esplorare il nostro immaginario e di ritrovarlo intatto. E poi ci sono quelli che raccontano la fatica, la disciplina, la vittoria. Medaglie, trofei, ornamenti sportivi: accessori della competizione che diventano simboli di imprese, talvolta leggendarie. A Mercanteinfiera (Fiere di Parma fino al 15 marzo) memoria, sport e cultura pop si incontrano e si contaminano, trasformando gli oggetti in strumenti di racconto collettivo.


Mercoledì 11 marzo alle 15 il Padiglione 4 ha concentrato due momenti centrali del programma. “Dentro Happy Days” nell’area talk con Giuseppe Ganelli ed Emilio Targia e il Direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino Carlo Chatrian in conversazione con il Sindaco di Parma Michele Guerra e con il regista Fausto Brizzi (in collegamento). L’incontro si inserisce nel percorso dell’omonima mostra collaterale, curata da Targia e Ganelli, che attraverso la più grande collezione di memorabilia dedicata alla serie invita a entrare idealmente sul set e a rileggere Happy Days come fenomeno culturale capace di attraversare generazioni.

Il giornalista Rai Luca Ponzi ha intervistato Giulia Ghiretti, atleta parmigiana, medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Parigi 2024 nei 100 metri rana. L’incontro si lega idealmente alla mostra collaterale “Gli accessori della vittoria: premi, ornamenti e sport”, a cura di Mara Cappelletti, che indaga il valore simbolico degli oggetti legati alla competizione sportiva. 

IL PROGRAMMA DEI TALK

Appuntamenti che fanno parte del ricco programma di talk e incontri (programma disponibile a questo link) della manifestazione, che nel Padiglione 4 costruisce un itinerario culturale capace di attraversare linguaggi e generazioni. 

Venerdì 13 marzo alle 11.30 “Arte, falso e intelligenza artificiale”, a cura di Valentina Gastaldo, mette in dialogo nuove tecnologie, traffici illeciti e tutela del patrimonio culturale. Sabato 14 marzo alle 11.30 il GU.PHO. Festival Internazionale di Fotografia vernacolare, con Sergio Smerieri e Fabio Castelli, approfondisce il rapporto tra immagine e collezionismo  Nel pomeriggio, alle 14.30, la conversazione “Lucio Dalla, la vita e la musica”, con Marcello Balestra e a cura di Miriam De Nicolò (Direttore Responsabile di SNOB Magazine) attraversa un altro archivio emotivo, quello musicale.

LE MOSTRE COLLATERALI

Accanto ai talk, Mercanteinfiera amplia il racconto attraverso le mostre collaterali, che mettono al centro l’oggetto come custode di memoria.

“A punta d’inchiostro: il calamaio nella collezione Mariani”, in collaborazione con Mario e Marco Mariani, riporta l’attenzione sulla scrittura come pratica fisica e quotidiana. Oltre settanta calamai selezionati dalla collezione privata di Osanda e Mario Mariani – parte di un corpus di oltre mille pezzi unici – attraversano secoli di storia della parola scritta. Tra i pezzi esposti figurano raffinati esemplari francesi di fine Ottocento, come un calamaio in porcellana decorata con sistema a pompa per il livellamento dell’inchiostro, con vaschette in ottone e base sagomata, oppure un calamaio in bronzo cesellato impreziosito dalla figura di una fanciulla distesa e da motivi floreali incisi. Accanto a questi, calamai italiani in ceramica dipinta a mano restituiscono una dimensione più domestica e artigianale della scrittura. Non mancano oggetti in cui funzione e racconto si fondono, come un calamaio in ceramica a forma di soldato tamburino francese dei primi dell’Ottocento.

“Gli accessori della vittoria: premi, ornamenti e sport” indaga il valore simbolico degli oggetti legati alla competizione sportiva. “Dentro Happy Days”, invita a entrare idealmente sul set della celebre serie attraverso la più grande collezione di memorabilia al mondo: dai copioni originali alla tuta da meccanico di Fonzie, dall’orologio dedicato al personaggio alle action figure dei protagonisti.

“Sanremo 76: la colonna sonora di un Paese”, a cura di Ilaria Dazzi e Simona Palo, restituisce il Festival come dispositivo culturale capace di attraversare generazioni e linguaggi. Attraverso fotografie provenienti dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo e dall’Archivio Storico SIAE e spartiti originali di brani che hanno segnato epoche — da “Grazie dei fior” a “Non ho l’età”, da “Uomini Soli” a “Luce e Sincerità” — si compone una mappa sonora che attraversa oltre settant’anni di storia italiana.

Mercanteinfiera conferma così la propria identità: non soltanto mercato, ma spazio culturale in cui gli oggetti tornano a parlare. Perché ogni oggetto conserva una storia. E Parma, per nove giorni, diventa il luogo in cui quelle storie si incontrano e raccontano.