Cyberbullismo, Guareschi: “La legge non ha risolto i problemi; servono soldi e prevenzione”
Elisa Guareschi (FdI) analizza il primo anno di prevenzione al cyberbullismo e bullismo, regolato dall’apposita…
Elisa Guareschi (FdI) analizza il primo anno di prevenzione al cyberbullismo e bullismo, regolato dall’apposita legge: “Non è stato fatto abbastanza“
POLITICA & SOCIETA’ | Poco più di un anno fa è stata approvata la legge sulla prevenzione e sul contrasto delle azioni racchiuse nella definizione di cyberbullismo. Elisa Guareschi, referente per il Dipartimento Tutela Vittime Fratelli d’Italia di Parma, analizza questo primo anno di prevenzione, mettendo in luce alcune criticità. “I fondi sono insufficienti per garantire continuità ed efficacia nel programma”.
“Se i dati relativi all’utilizzo di internet da parte di bambini e adolescenti non accennano a dare segni di miglioramento significa che ancora non abbiamo fatto abbastanza“, esordisce così Elisa Guareschi, referente di Fdi per il Dipartimento di Tutela Vittime sul tema del cyberbullismo e della legge riguardante il suo contrasto e la sua prevenzione. La legge, approvata un anno fa, presenta – secondo la Guareschi – alcune criticità tra cui, ad esempio, il ruolo della scuola “che si deve destreggiare continuamente nel reperimento di fondi per i progetti sulla cultura digitale, tanto che spesso sceglie di ridurre monte ore e qualità di laboratorio ad una semplice infarinatura generale certamente utile ma che risponde parzialmente alle necessità reali“.
La legge indica che in ogni scuola ci debba essere un referente rispetto alle tematiche di bullismo e cyberbullismo, “senza però specificare con quali requisiti questa persona debba essere scelta“. La formazione necessaria per comprendere questi fenomeni e per sapersi muovere nell’intricato labirinto delle condotte a rischio dei minori richiede una preparazione specifica: “Ogni risorsa – prosegue – necessita di investimenti importanti, mentre nella legge si fa riferimento ad una cifra stanziata annualmente, circa 50.000 euro, a cui andrebbero ad aggiungersi ulteriori finanziamenti regionali. Appare evidente che questi fondi siano insufficienti per attuare programmi che abbiano la necessaria continuità e che possano essere anche valutati nel tempo rispetto a criteri di efficacia“.
Per quanto riguarda invece la tutela delle vittime e il trattamento dei minori che commettono un certo tipo di condotta delittuosa, la legge rimanda alle comunità locali auspicando un lavoro di rete “che sempre è importantissimo, ma anche oneroso sia in termini di risorse che di ulteriore impegno per tutti gli operatori coinvolti. Occorre iniziare davvero a lavorare insieme per il bene dei ragazzi, con più finanziamenti, impegno e con più certezza che tutti i soggetti coinvolti parlino la stessa lingua, quella di un fenomeno controverso che ancora, possiamo contrastare in modo efficace“.

