
Fidenza – chiamata nel Medioevo Borgo San Donnino – accoglie i pellegrini che arrivano da Chiaravalle della Colomba. Nel paese i pellegrini possono sostare nel Duomo, massima espressione dell’architettura romanica padana, la cui facciata reca la firma dell’Anelami. Una statua regge un cartello che recita: “L’apostolo Simone indica che questa è la Via per Roma”. le tappe successive sono Coduro, Santa Margherita e Borghetto: quest’ultimo meta non solo dei pellegrini diretti a Roma ma anche di quelli indirizzati verso Santiago di Compostela.
Lo snodo successivo, prima di salire verso l’Appennino, è Fornovo. Qui arrivavano anche i pellegrini provenienti da Parma. La sosta era per tutti alla Pieve dedicata a Maria Assunta, nella quale si trova un ricco corredo scultoreo con riferimenti al tema del pellegrinaggio inteso come redenzione del peccato.
Il viaggio continua nella Val Sporzana, anche se esisteva una variante che svalicava il Monte Prinzera. Un’altra Pieve, quella di Bardone, è meta dei pellegrini. Si giunge dunque agli abitati di Casola e La Villa, sulla costa del torrente Baganza che guarda al castello di Ravarano, dimora dei Pallavicino. Da qui in poi, nei paesi seguenti prima di arrivare a Berceto (Cassio e Castellonchio) è frequente incontrare sulla strada la figura del pellegrino ritratto su pietra o su legno.
Il Passo della Cisa è l’ultima tappa emiliana della Via Francigena. Sulla sommità sorge il Santuario dedicato alla Madonna della Guardia (1920).
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