Il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano: “Una pubblicazione che ci consacra a livello mondiale”

Importantissimo riconoscimento da parte di una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo: Science ha pubblicato la “Dichiarazione di Parma” nella sua sezione Policy Forum. La rivista, diffusa dall’America Association for the Advancement of Science, attribuisce al documento elaborato da scienziati e ricercatori di tutto il mondo una grande importanza in termini d’innovazione nell’ambito della conservazione delle specie animali.

La “Carta di Parma”, stipulata al termine del workshop internazionale – “La cultura degli animali: una nuova frontiera per la conoscenza e la conservazione della biodiversità” – tenutosi a Parma, ha il merito di fornire un nuovo approccio sul piano scientifico e su quello delle politiche internazionali di conservazione delle specie animali. Gli scienziati giunti in terra emiliana sono stati invitati dal Dott. Fernando Spina, Dirigente di Ricerca presso l’ISPRA, presidente del Consiglio Scientifico della CMS e membro del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

Fin dal primo momento – ha detto Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale e coordinatore dell’area Mab Unesco dell’Appennino Tosco-Emiliano – siamo stati consapevoli del carattere inedito e di frontiera degli studi presentati al convegno di Parma. Vi abbiamo colto anche un valore generale, oltre agli approfondimenti specifici, che innalza tutti i paradigmi correnti nelle relazioni tra mondo umano e mondo animale. La pubblicazione su “Science” è una consacrazione a livello mondiale e ne siamo orgogliosi“.

Il monito: “Salvare gli esemplari di una specie non è più sufficiente”

Nell’approccio innovativo emerso dai lavori di costituzione della “Carta di Parma”, si fa largo un nuovo approccio nella conservazione delle specie animali. I lavori sugli aspetti sociali delle comunità animali dimostrano che non è sufficiente intervenire per salvare gli esemplari di una specie, mettendone magari il patrimonio genetico in un congelatore, ma piuttosto è necessario capire quali siano gli individui depositari di determinate conoscenze fondamentali alla sopravvivenza di tutta la comunità.

Questa nuova frontiera della cultura animale e della complessità sociale apre una prospettiva affascinante e innovativa su come consideriamo gli animali – spiega il Dottor Fernando Spina -. Bisogna interpretare quali individui offrono contributi specifici al resto del gruppo sociale e quindi modificare il nostro approccio alla conservazione delle popolazioni. Quando si pensa alle strategie per la conservazione degli animali migratori, che è la principale missione del CMS a livello globale, non bisogna sottovalutare i singoli animali che visitano diversi Paesi nel loro ciclo annuale“.

Questo nuovo approccio che la politica sulla salvaguardia delle specie deve saper recepire, come viene raccomandato nella “Dichiarazione di Parma” apre opportunità per realizzare modi innovativi di proteggere e comunicare il mondo naturale: capire che, non solo la nostra, ma anche le altre specie hanno una vita sociale ricca e che condividono informazioni importanti l’una con l’altra, fornisce una nuova prospettiva inestimabile. Con l’aumento del degrado degli habitat in tutto il mondo, tali informazioni possono essere fondamentali per un’efficiente conservazione degli animali.

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