Emilia Romagna, didattica a distanza per il 75% nelle scuole superiori
“Il Governo ha deciso di alzare la didattica a distanza fino alla soglia minima del…
“Il Governo ha deciso di alzare la didattica a distanza fino alla soglia minima del 75% – spiega Paola Salomoni, Assessora alla Scuola e all’Università del Comune di Parma – e già oggi recepiamo il Dpcm, cercando insieme alle autorità scolastiche di salvaguardare il più possibile le lezioni in presenza delle classi”. Dunque, entra in vigore da oggi, 27 ottobre, l’ordinanza firmata dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che prevede l’adozione della didattica digitale per gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritari, e per le università. Verrà comunque mantenuto il 25% di didattica in presenza, seguendo dei criteri di rotazione fra le classi (o fra gli studenti all’interno delle classi) e cercando di dare la priorità, soprattutto, a chi è impegnato in percorsi di studio particolarmente delicati, come le classi prime e quinte. Verranno poste, poi, in primo piano le esigenze degli alunni con disabilità, ai quali sarà garantito il diritto a seguire le lezioni in presenza. Nonostante le linee guida provengano dal Governo, le Istituzioni Scolastiche avranno a disposizione due giorni dalla data di entrata in vigore dell’ordinanza per definire in modo autonomo le modalità con cui verrà attuata e gestita la didattica a distanza.
Potranno, invece, continuare in presenza i percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IFP) approvati dalla Regione e realizzati dagli Enti di formazione professionale accreditati. Questo permetterà di garantire lo svolgimento delle attività pratiche e laboratoriali, che contraddistinguono la formazione professionale. Dove possibile (ad esempio nelle attività teoriche d’aula), però, verrà integrata la didattica digitale e, se necessario, si interverrà anche sugli orari di entrata e uscita degli alunni. Ad eccezione di stage e tirocinio curricolare, sono sospese tutta una serie di attività che potrebbero comportare lo spostamento degli studenti o il rischio di assembramento, come viaggi d’istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio che prevedano trasferte, visite guidate o uscite didattiche programmate dagli Enti di formazione professionale accreditati.
La Regione Emilia-Romagna – confrontandosi con i Sindacati e l’Ufficio Scolastico Regionale – ha studiato un piano che potesse garantire il diritto allo studio e la sicurezza dei ragazzi che frequentano le lezioni in presenza (ai quali viene “fortemente raccomandato”, nel testo dell’ordinanza, di utilizzare la mascherina in aula), ma anche quella di coloro che, nella scuola, ci lavorano quotidianamente. Pertanto, verrà estesa la possibilità di effettuare i test sierologici rapidi agli studenti dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (ed anche al personale degli Enti che erogano i percorsi stessi), al personale scolastico che lavora in scuole di ogni ordine e grado e, soprattutto, ai nonni degli studenti. Anche di quelli che si occupano del loro accudimento pur non convivendo sotto lo stesso tetto, applicando le modalità già previste dall’accordo con le Associazioni delle Farmacie, pubbliche e private, convenzionate.

