Gianpaolo Serpagli si dimette da segretario del Pd
PARMA | Domenica sera la resa dei conti dopo il fallimento elettorale; il bedoniese Serpagli: “Dopo una batosta così è giusto che me ne vada”
Domenica sera la resa dei conti dopo il fallimento elettorale; il bedoniese Serpagli: “Dopo una batosta così è giusto che me ne vada”
PARMA – Domenica sera è stata la lunga notte del Partito Democratico, con le dimissioni dei due segretari, provinciale e cittadino, Gianpaolo Serpagli e Lorenzo Lavagetto. L’assemblea, che si è tenuta alla Corale Verdi, ha visto la partecipazione di tutti gli scritti al Pd, con la partecipazione del segretario regionale Paolo Calvano, del senatore Giorgio Pagliari e i deputati Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini.
“Dopo una batosta così è giusto che me ne vada a casa“, ha esordito Serpagli annunciando le sue dimissioni. Negativo il commento sul candidato sindaco Paolo Scarpa: “Ci ha tenuto a distanza, ora da la colpa a noi?“. Ironizzano al Circolo di Bedonia, dove al termine dell’assemblea, accolgono Serpagli con un cartello sulla porta che recita: “Chi ti ha fatto le ‘scarpe’?“, poi seguito da un abbraccio affettuoso: “Resterai sempre il nostro segretario“.
Dai social arrivano, invece, i ringraziamenti dell’ex segretario a chi lo ha “supportato e sopportato” in questi due anni di esperienza politica: “La politica – scrive – non è un gioco, ma è qualcosa che comporta scelte difficili, dolorose, di responsabilità che lasciano una traccia nella vita di chi la interpreta“.
Dimissionario anche Lavagetto: “No al doppio incarico”
Dopo Serpagli arriva il momento di Lorenzo Lavagetto, che conferma le dimissioni già annunciate in settimana. Il motivo è il “no al doppio incarico“: Lavagetto, infatti, è stato eletto in Consiglio Comunale con oltre 1200 preferenze. Concorde con Serpagli nella critica a Scarpa: “Non era il candidato unitario, qualcosa abbiamo sbagliato“.
Uno sguardo al futuro arriva da Paolo Calvano: “Dobbiamo iniziare a pensare a quello che faremo tra cinque anni. È la passione che ci fa fare questo: che ci fa interrogare sugli errori commessi e che ci ha fatto fare quattro ore di discussione“.
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