Disagio giovanile, Ghiretti: “Iniziative vaghe e senza linee d’azione”
Torna a parlare di disagio giovanile il Consigliere di Parma Unita Roberto Ghiretti, con una comunicazione scritta inviata al Sindaco e alla Giunta
Torna a parlare di disagio giovanile il Consigliere di Parma Unita Roberto Ghiretti, con una comunicazione scritta inviata al Sindaco e alla Giunta
Nei giorni scorsi Roberto Ghiretti aveva affrontato la tematica del disagio giovanile mettendo in luce alcuni aspetti che potevano essere migliorati. “Le nostre strade sono popolate da ragazzi cui non è stato donato uno scopo. Non hanno una visione di sè stessi nel contesto sociale“, affermava Ghiretti. I recenti episodi che hanno coinvolto giovanissimi nel pestaggio di persone adulte in pieno centro, fanno sì che il Consigliere ritorni a calcare la mano sull’argomento. Lo fa con una comunicazione scritta inviata al Sindaco, alla Giunta e a tutto il Consiglio Comunale. Ecco il testo integrale:
Gentile Sindaco, gentile Giunta, gentili colleghi,
in questi anni in più occasioni mi avete sentito ribadire la necessità di reimpostare la tematica giovanile su basi più solide e concrete. Sono stato spesso ignorato e talvolta sbeffeggiato. Il Sindaco ricorderà l’aneddoto sui paninari che ci ha gentilmente propinato tempo fa.
Non mi importa, la gente ha osservato e ha saputo giudicare. Nel frattempo i fenomeni di disagio minorile si sono moltiplicati. E hanno previsto i gravi fatti di cronaca di cui certamente tutti avrete letto sui quotidiani.
Mi sono preso la briga di andarmi a leggere i documenti relativi ad alcuni progetti come per esempio Teseo, che riguarda il benessere e il disagio a scuola. Mi è stato perfettamente chiaro perché siamo giunti in questa situazione.
Una serie di righe di buoni propositi, vaghe e incapaci di definire le linee d’azione da adottare come risposta
Il numero di operatori in classe e per strada sono infinitamente inferiori di numero del necessario. E certamente meno visibili nei luoghi del degrado. Le attività in strada organizzate con le società sportive sono ormai pari allo zero. E con esse sono scomparsi anche i momenti di promozione dei valori fondanti dello sport: l’antirazzismo, il coinvolgimento, la voglia di vivere bene.
Sarebbe ora che il mondo adulto la piantasse di dare colpe e pagelline. E mi riferisco in particolar modo al nostro primo cittadino. E cominciasse a stabilire una scala di colpe e omissioni da cui far partire la risposta. Non c’è nulla di male nell’aver sbagliato, ma nel non ammetterlo si sceglie di lasciare quei ragazzi nella difficoltà esistenziale che dimostrano di vivere. A noi adulti la responsabilità di una soluzione.

