di Andrea Adorni e Bianca La Manna

Nelle scorse settimane a Parma sono andati in scena gli Internazionali di Tennis, dove campioni di assoluto livello si sono sfidati a colpi di racchetta. Tuttavia, in città tiene banco un’altra sfida, che a ben guardarla sembra a tutti gli effetti uno scambio di battute degno di un torneo tennistico: la diatriba innescatasi tra Manifattura Urbana e il Comune di Parma intorno al Modulo Eco di Piazza Sauro Testoni. Gli ultimi colpi messi a segno dai “contendenti”, in ordine di tempo, riguardano la decisione dall’Associazione di donarlo a chiunque ne avesse sfruttato a pieno le caratteristiche, protestando nei confronti dell’Amministrazione per gli ultimi 19 mesi di chiusura. Dal canto suo, il Comune aveva già avviato le pratiche per acquisire la proprietà dell’edificio su atto di donazione da parte di Manifattura Urbana a febbraio di quest’anno.

Il nodo cruciale su cui si sta giocando la partita ruota attorno a due antefatti: il tentativo da parte di Manifattura Urbana di ottenere l’allacciamento della corrente elettrica e la formalizzazione di un nuovo atto di occupazione di suolo pubblico, che la stessa associazione lamentava di non avere più dal 2018, una volta scaduta l’ultima concessione temporanea. L’Assessora all’Associazionismo e volontariato, alle Pari Opportunità, alla Partecipazione e ai Rapporti con i Quartieri e le Frazioni, Nicoletta Paci, si era espressa sulla questione il 10 febbraio 2020 in Consiglio comunale, rispondendo ad un’interrogazione della Consigliera Roberta Roberti: “Si dovrebbe procedere a brevissimo al rilascio dell’occupazione di suolo pubblico temporanea, richiesta fatta dalla dirigente Saccani, del Comune: questo ci permetterà di partire con una richiesta di allaccio luce, sempre temporanea“. Nel frattempo il Modulo Eco è rimasto inutilizzato e le procedure di donazione continuano ancora oggi, con l’ultima consegna dei documenti avvenuta il 6 febbraio 2021.

Ma tutte le partite più avvincenti riservano sorprese e anche in questo caso si giocano colpi ad effetto. Il Comune di Parma ha definito la polemica innescata da Manifattura Urbana pretestuosa, mentre l’associazione si difende: “Il Modulo è nato come progetto di comunità per la città, è inammissibile che rimanga chiuso per così tanti mesi e il Comune non la dice tutta, racconta delle bugie“. Quali?

Francesco Fulvi: “Il Comune ha firmato un atto di occupazione di suolo pubblico e non ci ha avvisati”; Nicoletta Paci: “È un atto interno”

Il segretario di Manifattura Urbana, Francesco Fulvi, attacca diretto il Comune: “Sono state dette bugie da parte del Comune, che sta tenendo in statallo il Modulo da 19 mesi. Noi stiamo chiedendo due cose: l’atto di occupazione di suolo pubblico – l’ultimo che ci hanno notificato è scaduto nel 2018 – e l’allacciamento della corrente, che non ci vogliono dare. Però siamo venuti a sapere che il Comune ha firmato un atto di occupazione di suolo pubblico fino a fine anno e nessuno ci ha avvisati. Perché? Se stiamo protestando per questo, che senso ha non farci sapere che abbiamo preso un granchio e che questo atto c’è? Allora mi viene il dubbio che questo documento, in realtà sia stato firmato da pochi giorni, senza dire niente a nessuno, giusto per mettersi in regola, altrimenti il Modulo sarebbe stato abusivo“.

A questi dubbi risponde la stessa Nicoletta Paci, assessora del Comune di Parma, precisando che l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico c’è sempre stata e scadrà a fine anno, “perché se non fosse così ci sarebbero stati dei problemi per il posizionamento in quel luogo“. Quando le chiediamo come mai la firma di tale atto non sia stata notificata all’Associazione, spiega: “L’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico è stata fatta a nome del Comune per sopperire a questa mancanza, dal momento in cui eravamo in sospeso con l’atto di donazione: si tratta di un atto interno fatto per sanare un’occupazione che altrimenti sarebbe stata abusiva. Di questi atti se ne occupano i tecnici e non saprei dire per quale motivo non ci sia stata una comunicazione a Manifattura Urbana, ma sicuramente ci saranno validi motivi“.

Mentre per quanto riguarda gli allacci alla corrente, l’Assessora riferisce quanto già dichiarato in Consiglio comunale: fino a quando la proprietà del Modulo Eco non sarà del Comune di Parma non si potrà procedere con l’intestazione di un’utenza di qualsiasi tipo.

Tempistiche e documentazioni: il botta e risposta

Sulle documentazioni necessarie per formalizzare la donazione della struttura da parte di Manifattura Urbana al Comune di Parma, le opinioni sono ancora più discordanti. Nicoletta Paci comunica che l’Amministrazione ha ricevuto tutti i “documenti a febbraio 2021, da lì abbiamo avviato tutte le procedure necessarie, se mi si contesta che i tempi sono lunghi, posso dire che è probabile, ma i tempi dell’amministrazione pubblica sono questi“. Tempi che prevedono il passaggio di una delibera in Consiglio comunale, come prevede il regolamento per quanto riguarda le donazioni. “Gli uffici – assicura l’Assessora -, stanno mettendo in atto la delibera necessaria per l’acquisizione di questo bene. I tempi sono aggravati anche dalla questione Covid“.

L’Associazione, che detiene la proprietà del Modulo, invece, afferma che i documenti pervenuti al comune a febbraio 2021 sono solo una parte di quelli consegnati. “Abbiamo consegnato il primo lotto di documenti a ottobre/novembre 2019 – indica Fulvi -, questo significa buttare fumo negli occhi, perché l’uso della struttura non ne viene impedito. Che relazione c’è tra i documenti per la donazione e l’utilizzo dell’edificio? Lo abbiamo sempre usato in Piazzale della Pace senza tutti questi documenti e certificazioni. C’era solo una relaizone tecnica mia e altre piccole cose, non c’era tutto, ma lo usavamo lo stesso. Davvero, non capisco a cosa servano tutti questi documenti. Il Modulo è fermo da 19 mesi, a questo punto non credo che ci sia disinteresse da parte del Comune, ma più che altro un’incapacità, però sono sicuro che se il Modulo fosse stato in Piazza Garibaldi tutti questi problemi non ci sarebbero stati“.

La donazione a terzi: provocazione di Manifattura Urbana; il Comune: “Interessati alla donazione, ma ci dicano cosa vogliono fare”

Stanchi di aspettare le tempistiche della macchina comunale, i soci di Manifattura Urbana hanno dato un segnale forte, annunciando la volontà di donarlo ad altre realtà – pubbliche o private -, che potessero spostarlo e metterlo in funzione a pieno titolo. Anche se, come confessa l’architetto Francesco Fulvi, si è trattato anche di una provocazione: “Volevamo smuovere le acque e ci siamo detti: ‘se le cose non si muovono, lo doniamo davvero’. Non ci aspettavamo però che rispondessero così in tanti, soprattutto dieci sindaci“. Un colpo ben assestato, che tuttavia Nicoletta Paci rispedisce al mittente: “Finché il bene è loro possono decidere di donarlo a chi vogliono, ovviamente, l’importante è che ce lo facciano sapere. Le nostre procedure sono state avviate in attesa della delibera. Ora sta a Manifattura Urbana farci sapere, prima della delibera, se è ancora intenzionata o meno a donarla al Comune di Parma“.

Il progetto del Comune di Parma intorno al Modulo Eco

Il progetto del Comune di Parma sarebbe quello di pubblicare un bando per l’assegnazione del Modulo Eco al fine di instaurare delle attività di tipo sociale nel Parco Testoni, avvalendosi anche di questa struttura. “Sul Parco Mordacci/Testoni – ammette Nicoletta Paci -, il Comune avevamo fatto partire anche un processo partecipativo per definire con gli abitanti del quartiere la destinazione migliore, che prevedeva anche il lavoro in presenza di tutti gli attori della zona: purtroppo è stato tutto bloccato dal Covid. Ma – assicura l’Assessora – entro la fine del mandato si dovrebbe sbloccare il tutto. Il Modulo Eco è un bell’esempio di architettura sostenibile ed è una struttura importante all’interno della quale si possono replicare tutte le attività svolte, ad esempio, in Piazzale della Pace“.

Poi una chiosa finale sulle tempistiche. “Il dilungarsi di questa operazione non dipende dal Comune di Parma, i documenti sono arrivati a febbraio di quest’anno, certe affermazioni quindi sono state esagerate. Ma anche se ci fosse stata maggiore velocità da parte di Manifattura Urbana nel consegnarci i documenti, non sarebbe stato possibile utilizzarlo per la capienza molto limitata che i parametri Covid richiedono. Le limitazioni non sarebbero quindi state solo dal punto di vista burocratico“.

© riproduzione riservata