Le risposte offerte dal Servizio di Psicologia Borgotaro

Ecco le risposte alle domande giunte alla nostra Redazione dopo il primo articolo della nuova rubrica “Due chiacchere con lo psicologo“. Lo psicologo che si è occupato di questo primo articolo resta a vostra disposizione e, nel caso vogliate un contatto più personalizzato, potete scrivergli a elena.copelli@gmail.com

Ma è vero che lo stress impedisce anche il dimagrimento? Proprio per l’attivazione di quel sistema di cui parla l’articolo. Giacomo, Bedonia

Si, è tendenzialmente vero. O meglio, in una primissima fase di attivazione gli ormoni dello stress aumentano il metabolismo ed é più facile dimagrire. Al contrario, il permanere di uno stato di stress nel tempo ostacola il riassorbimento dei grassi. Inoltre, il rapporto col cibo può cambiare in una fase di stress acuto o cronico, diventando un comportamento disfunzionale per tentare di gestire la situazione stressante: rifiutare il cibo per un “nodo allo stomaco” oppure saltare i pasti, oppure ancora assumere cibi ipercalorici o avere vere e proprie abbuffate. Spero di aver risposto alla sua curiosità, grazie per essere intervenuto!

Durante la “fase di allarme” quali possono essere le “strategie vincenti” di cui parla per non entrare nella fase di resistenza? Grazie, Maria Medesano

Gentile Maria,
grazie della sua domanda. A mio avviso molto dipende da cosa ha innescato la fase di allarme: un evento improvviso? Un trascinarsi di situazioni prima ignorate? Un problema in un’area di vita? In ogni caso, ritengo che la prima strada da seguire è ammettere di essere in difficoltà, attivare una microrete di sostegno a cui appoggiarsi (partner, genitori, familiari, amici…) e concedersi il tempo e il modo di prendersi cura di sé. Potrebbe essere utile parlarne con il responsabile sul posto di lavoro se il problema è in quell’area oppure se si nota una difficoltà nell’essere efficienti nelle proprie mansioni; potrebbe essere utile parlarne anche con il medico di famiglia. Anche il sostegno dello psicologo può essere un elemento di grande aiuto per poter contenere lo stress nelle sue primissime fasi e per poter affrontare il “periodo difficile”, soprattutto se compaiono segnali di malessere emotivo (insonnia, ansia, alterazioni del comportamento alimentare, difficoltà a concentrarsi, confusione, solo per citare i più frequenti).

A disposizione per ulteriori chiarimenti o domande,

Saluto cordialmente,
Elena Copelli

Non crede che dietro la maschera dello stress tendiamo a giustificare le nostre insoddisfazioni? Davide da Traversatolo

Grazie Davide per il suo intervento che trovo molto interessante. Come ho scritto anche io all’inizio dell’articolo, “stress” è ormai una parola che usiamo tutti, in moltissime situazioni, per ogni piccolo o grande momento di difficoltà o anche solo per lamentarci. Forse sì, quindi, può essere una maschera o, peggio, un alibi. Pensando che lo stress sia una condizione “normale” e quotidiana con cui convivere, si può cadere nel rischio di pensare di non poterci fare nulla, di non poter affrontare le nostre “insoddisfazioni” e che, infine, non sia possibile cambiare. Cambiare invece qualcosa nella propria vita, anche un semplice punto di vista o un’opinione, non è facile e richiede volontà, responsabilità e voglia di mettersi in gioco. Soltanto assumendoci il rischio del cambiamento, al di là di tutte le maschere, possiamo scoprire, riscoprire o trovare nella nostra vita piccole grandi soddisfazioni, gioie e vittorie.

Spero di aver risposto alla sua domanda e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti,

Saluti,
Elena Copelli

Se vuoi leggere altre notizie come questa, visita la nostra Home. Seguici anche su Facebook, Twitter e sul nostro canale Youtube!

Due chicchere con lo psicologo: ecco le risposte ai quesiti dei lettori