Da San Prospero a San Pancrazio, un reportage fotografico che vuole mostrare gli ecomostri maggiormente d’impatto di tutta Parma

Prendete un imprenditore privato o una ditta comunale che acquistano un terreno con lo scopo di realizzare una determinata opera. Ora aggiungete debiti, scandali, il fallimento della ditta costruttrice e altri problemi di varia natura. Otterrete delle strutture praticamente nuove, a volte del tutto concluse, altre volte mai terminate, ma in ogni caso terribilmente inutilizzate ed abbandonate a sé stesse, in balia del degrado e dei fenomeni atmosferici. Ecco la ricetta per costruire un ecomostro: un vero e proprio guscio vuoto, senz’anima, un relitto urbano fatto di grigio cemento, vetro, ferro e lamiere accartocciate. Nel paese dell’abusivismo edilizio, siamo andati in giro per Parma a caccia di questi ecomostri. Eccone alcuni.

Centro Commerciale La Vela – San Prospero

Sorto nell’aprile del 2012 lungo la trafficata Via Emila, poco prima di entrare a San Prospero, La Vela doveva essere un centro commerciale in grado di competere con le altre realtà commerciali della zona; inizialmente vi avevano aperto diverse attività tra le quali un’attrezzata palestra con vista sulla Via Emilia, un ottico, un negozio d’abbigliamento, un ristorante Galloway ed una sorta di tavola calda. La palestra fu la prima a chiudere, seguita a ruota dal negozio di abbigliamento, dalla tavola calda e da tutti gli altri. Oggi resistono solo il Galloway, il discount Ekom, di recente apertura, ed un centro scommesse piuttosto frequentato. Per il resto La Vela è un ammasso di cemento dipinto di nero e legno scolorito, il cui centro è dominato da un’enorme vetrata buia.

Teatro dei Dialetti – Viale Mentana

Il Teatro dei Dialetti sorge in viale Mentana, incastonato tra altri grossi edifici e semi nascosto alla vista a causa della vegetazione. La costruzione di questo strano edificio dall’aspetto flessuoso, composto da mattoni rossi, marroni e verdi, è iniziata nel 2014 ma mai conclusa. Come dice il nome, esso doveva ospitare le decine di compagnie teatrali dialettali operative in città ma è rimasto incompiuto per mancanza di fondi. Mentre l’esterno è quasi concluso, i lavori all’interno sono stati lasciati praticamente a metà.

Piscina e complesso sportivo Martino Pizzetti – Via Giulio Cesare

Questa futuristica struttura, composta da quello che sembra un unico blocco di vetro e acciaio, sorge in una laterale di viale Piacenza, proprio dietro all’EFSA. L’edificio doveva essere un moderno complesso sportivo dotato di piscina e campetti da calcio ma, dopo la conclusione dei lavori avvenuti nel 2013, è rimasto inutilizzato a causa di problemi di agibilità. Secondo Repubblica Parma, tuttavia, questo complesso sportivo abbandonato potrebbe essere dato in gestione e aperto entro la fine dell’anno.

Hotel Congressi – San Pancrazio

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Dalla parte opposta di Parma ma sempre sulla via Emilia, in zona San Pancrazio, sorge un altro immenso ecomostro: l’enorme struttura, iniziata nel 2012 e facente parte dell’impero della famiglia Ligresti, doveva essere un mega hotel congressi di lusso; tuttavia, dopo il fallimento dell’impresa costruttrice a causa degli enormi debiti accumulati, la costruzione della struttura è stata interrotta, lasciando l’edificio incompiuto ed abbandonato. Oggi è solo un inquietante ammasso di cemento.

Parcheggio multipiano – Quartiere Spip

Spostiamoci ora nella zona industriale di Parma, oltre quartiere San Leonardo. Lì in fondo si innalza un’inquietante struttura, lasciata completamente al degrado ormai da molti anni e coperta di scritte e graffiti. Si tratta di quello che doveva essere un grande parcheggio multipiano per i lavoratori della zona ma in seguito il progetto fallì e la costruzione non fu mai terminata. Oggi lo scheletro vuoto dell’edificio, un vero bendidio per i graffitari, resiste alle intemperie e al degrado e per un po’ era diventato il rifugio di qualche senzatetto.

Edificio Monte Aquila – Ex fabbrica Star – Corcagnano

Qualche anno fa l’assemblea dei cittadini di Corcagnano, frazione alle porte di Parma, aveva indetto una riunione per decidere cosa fare del vecchio complesso industriale che sorge nel paese, uno stabilimento abbandonato del colosso alimentare Star. Ad oggi la struttura è ancora lì, identica, compreso il magazzino praticamente di nuova costruzione e mai utilizzato soprannominato Monte Aquila. La riqualificazione dell’area non è mai stata realizzata e l’edificio resta lì, pericolante.

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