2022: a che punto è il processo di digitalizzazione delle imprese italiane

Il Centro Studi di Unioncamere Emilia-Romagna ha elaborato i dati del Registro imprese delle Camere di commercio. Dalla fotografia della “demografia” delle imprese, nel secondo trimestre del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021, si registra una sostanziale stabilità in termini assoluti della compagine imprenditoriale regionale. Le imprese attive sono salite a quota 401.235, avendo fatto registrare un leggero aumento (+0.3 per cento) pari a 1.206 unità. Si è prodotto, quindi, un rallentamento della tendenza positiva che risulta ancora attualmente in atto e che si è avviata con il primo trimestre 2021. Questa tendenza testimonia chiaramente dell’efficacia delle misure adottate a sostegno della base imprenditoriale introdotte a seguito della pandemia.

L’andamento dell’imprenditoria regionale è risultato, quindi, opposto rispetto a quello riferito al livello nazionale che ha visto le imprese attive registrare una lieve flessione (-0,1 per cento). 

I settori di attività economica

In una veloce sintesi, il tessuto imprenditoriale regionale si è ancora ridotto in agricoltura, e la tendenza negativa si è accentuata lievemente nell’industria e in modo più marcato nel commercio. Al contrario, l’andamento positivo complessivo è derivato soprattutto da un nuovo aumento delle imprese delle costruzioni, e dal consolidamento del complesso dei servizi diversi dal commercio. 

Consideriamo in dettaglio le variazioni, la base imprenditoriale dell’agricoltura, silvicoltura e pesca si è ridotta di 769 unità (-1,4 per cento).

L’industria ha perso 372 imprese con una leggera accelerazione della tendenza negativa che si è portata a -0,8 per cento. Nella sola manifattura negli ultimi 12 mesi il decremento è stato di 372 imprese (-0,9 per cento) concentrato nella moda (-143 imprese, -2,3 per cento), in particolare, nelle confezioni (-2,2 per cento) e nel tessile (-3,2 per cento).

In negativo i dati della fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca (-71 unità, -1,8 per cento) e della fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e apparecchiature) con una diminuzione di 59 imprese (-0,6 per cento). Tra i segni positivi è risultato sostanziale solo l’incremento nella riparazione e manutenzione di macchine (+87 unità, +2,4 per cento), mentre con consistenze minime è aumentata la base imprenditoriale della farmaceutica. 

Di converso, il settore costruzioni ha rafforzato la tendenza positiva (+1.743 unità, +3,1 per cento) grazie agli evidenti benefici delle misure governative di incentivo. Incremento ridotto nel complesso dei servizi (+589 unità +0,2 per cento), derivato soprattutto dagli altri servizi diversi dal commercio (+1.499 imprese, +1,0 per cento), 

In quest’ambito, i contributi positivi maggiori sono venuti dai servizi di supporto alle imprese e dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+562 unità, +3,3 per cento) – specie direzione aziendale e di consulenza gestionale (+343 unità, +6,8 per cento) – dal supporto per le funzioni d’ufficio e delle imprese (+103 unità, +2,0 per cento).

Ancora prosegue lo sviluppo dei servizi di informazione e comunicazione (+183 imprese, +2,0 per cento), determinato dalla produzione di software, consulenza informatica e attività connesse (+109 unità, +2,9 per cento). Una conferma della ripresa post-pandemica è giunta dalle attività artistiche, sportive, intrattenimento e divertimento (+118 unità, +1,9 per cento).

Pure, va evidenziato l’incremento delle attività finanziarie e assicurative (+211 unità, +2,3 per cento), dell’immobiliare (468 unità, +1,7 per cento), settore avvantaggiato da bonus e superbonus, dall’aggregato del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese (+224 unità, +1,7 per cento). Sono rimaste sostanzialmente invariate le altre attività dei servizi, con una leggera ripresa dei servizi alla persona (+68 unità),

In rosso il settore del trasporto e magazzinaggio (-215 unità, -1,7 per cento), determinato dal solo trasporto terrestre (-258 unità, -2,4 per cento). Un lieve passo indietro per i servizi di alloggio e ristorazione (-98 unità, -0,3 per cento), effetto tardivo delle restrizioni connesse alla pandemia. 

L’insieme del commercio all’ingrosso e al dettaglio e della riparazione di autoveicoli e motocicli ha subito una consistente flessione delle imprese (-910 unità, -1,0 per cento), determinata soprattutto dal primo settore (-468 unità, -1,4 per cento) e dal secondo (-403 unità, -0,9 per cento), mentre il terzo ha mostrato una maggiore tenuta (-0,4 per cento).

La forma giuridica

L’incremento tendenziale delle imprese attive al termine del secondo trimestre è stato determinato da un’ulteriore accelerazione delle società di capitale (+3.971 unità, +4,1 per cento), grazie all’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Al contrario, le società di persone sono diminuite di 1.573 unità (-2,2 per cento), e le ditte individuali di 1.165 unità (+0,5 per cento). Infine, è ripresa anche la tendenza alla riduzione delle società costituite con altre forme, prevalentemente date da cooperative e consorzi, che sono lievemente diminuite (-0,3 per cento).

© riproduzione riservata