Elena Mora, la 13enne parmigiana premiata da Mattarella:

Tornare da scuola e non avere nemmeno il tempo di togliersi lo zaino dalle spalle. Parlare con papà e scoprire che si è diventati Alfieri della Repubblica Italiana. È andata proprio così a Elena Mora, scrittrice tredicenne parmigiana scelta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 11 marzo tra i giovani italiani che si sono distinti per il loro impegno durante il 2020, un anno che ha segnato tutti noi ma soprattutto le generazioni più giovani. Nel dettaglio Elena Mora è stata insignita del premio “per il suo impegno e le sue qualità di scrittrice, coltivate sin da quando era più piccola e ora sbocciate nel primo romanzo“.

La sua prima opera infatti, Le cronache dell’Awad, è uscita l’anno scorso, ma i primi di marzo del 2021 ha fatto esordio nelle librerie anche il suo secondo romanzo, La stella in più. Elena è una ragazza che frequenta la terza media al Convitto Maria Luigia di Parma, alle prese con la didattica a distanza come la gran parte degli studenti e delle studentesse dello stivale. In questa intervista ci ha raccontato dov’è nata la sua passione per la scrittura, qual è il suo obiettivo e com’è stato scoprire di essere stata premiata dal Presidente Mattarella.

Ciao Elena. Ci racconti da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Fin da quando ero più piccola i miei genitori mi hanno sempre fatto conoscere i libri e me li hanno fatti amare, come se fossero degli amici. Anche all’asilo avevo sempre un libro in mano. La lettura mi ha sempre trasportato lontano, in storie meravigliose attraverso vari personaggi. Dalla passione per la lettura poi, è nata quella della scrittura.

Dato che hai letto così tanto pur essendo giovanissima, c’è qualche libro in particolare che ti ha ispirato o che ti è piaciuto più di altri?

Beh, io in realtà ho veramente tantissimi libri che mi sono rimasti nel cuore: la sagra di Harry Potter prima di tutto, poi molti libri di Davide Morosinotto, come ‘Il rinomato catalogo Walker & Dawn’, o ancora ‘The Help’ di Kathryn Stockett, ‘L’evoluzione di Calpurnia’, ‘Il buio oltre la siepe’, ma anche i gialli di Agatha Christie. Diciamo che spazio tra molti generi. Vedendo la mia libreria piena di libri li nominerei tutti.

Quando hai iniziato invece a scrivere?

Anche quando non sapevo scrivere raccontavo storie ai miei genitori e poi loro avevano il compito di trascriverle. Ho sempre scritto racconti o poesie e il mio primo concorso letterario, ‘I colori della vita’ di San Giuliano di Puglia, l’ho vinto a 8 anni, ero in terza elementare. Ho iniziato a scrivere più seriamente in quarta elementare quando i miei genitori mi hanno regalato un computer per la comunione. E così è nato il mio primo libro.

Potresti raccontare brevemente la trama dei due libri che hai pubblicato?

Il primo si chiama ‘Le cronache dell’Awad‘ ed è un fantasy. Parla di quattro ragazzi che vivono nel nostro mondo, ma hanno dei legami familiari con un mondo magico chiamato Awad. Loro ci sono già stati varie volte, ma quando vi fanno ritorno trovano che tutto è cambiato. Non c’è più la regina Solaria, che era sempre stata una loro amica e alleata. Adesso al suo posto c’è un usurpatore che tratta il mondo con malvagità. I ragazzi intraprendono un’avventura per ritrovare la regina Solaria, ma il loro viaggio non è solo un’avventura tra amici, ma anche un’esplorazione dentro loro stessi. Nel percorso incontreranno amici e nemici, esseri molto strani come troll o elfi, e cresceranno anche a livello personale.

Il secondo libro invece è totalmente diverso. Si chiama ‘La stella in più‘ ed è un romanzo di formazione a sfondo storico. La storia è quella di una ragazzina di nome Gretel che vive nella Germania nazista. Il suo mondo perfetto che si era costruita, fatto di scherzi tra fratelli e animali nella sua fattoria, si trasforma quando inizia ad aprire gli occhi sul mondo che la circonda. Insieme a due suoi nuovi amici quindi inizia a creare un piano per combattere il regime nazista. Nella storia incontra anche numerose persone ebree e alla fine realizza che la sua forza, la forza del suo cuore, è più potente di qualsiasi altra arma che i nazisti possano usare.

Veniamo al riconoscimento di Mattarella. Come hai scoperto di essere diventata Alfiere della Repubblica?

Ero appena tornata da scuola, avevo ancora lo zaino. Mio papà riceve una telefonata da Roma. Viene da me e mi dice: “Sei diventata Alfiere della Repubblica Italiana”. È stata veramente un’emozione incredibile, non ci credevo. Mi sono commossa, mi sono messa a piangere. Sono onorata di questo riconoscimento alla mia passione per la scrittura. Sono veramente grata al Presidente Mattarella per questo premio. Di solito ci dovrebbe essere la premiazione ma è stata rimandata: spero quindi di poter andare di persona al Quirinale.

Hai intenzione di continuare a scrivere anche nel futuro?

Certo. La scrittura è la mia passione, il mio ossigeno. Non so cosa farò in futuro, potrò fare qualsiasi mestiere, ma so già che continuerò a scrivere.

Da più di un anno siamo immersi in una pandemia. I ragazzi e le ragazze della tua età sono tra i più colpiti, dovendo seguire molte volte le lezioni a distanza. Come stai vivendo tu questo periodo?

Quando è arrivata la notizia che saremmo tornati a distanza è stato molto brutto. La scuola è istruzione ma non solo. È anche e soprattutto legami fra le persone. Non solo con i compagni, ma anche con gli insegnanti. La DaD sicuramente è un modo per tenerci uniti, però ovviamente è una cosa molto diversa. Il fatto di non poter uscire e per esempio non poter andare dai nonni è molto triste e brutto. Dobbiamo però capire che bisogna fare dei sacrifici tutti quanti, per fare in modo che il coronavirus sia sconfitto per sempre.

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