In Italia i senzatetto sono 50mila e con l’emergenza sanitaria in atto, dovuta alla pandemia di Coronavirus, i disagi per queste persone potrebbero moltiplicarsi rispetto all’ordinario. Alcuni su tutti, rispettare le ordinanze, oppure gli inviti a restare a casa. Loro, che la casa non ce l’hanno. Per alcuni il tempo diurno prima dell’emergenza era trascorso nelle biblioteche, quello notturno in rifugi di fortuna o nei dormitori. Mentre ora, tanti si trovano esclusi dalle misure di prevenzione sanitaria per la pandemia di Covid-19. A Parma le persone in difficoltà sono circa un centianio e fortunatamente c’è chi nonostante tutto continua a mantenere alcuni servizi attivi.

Ad esempio l’Assistenza Pubblica della città, che sta mantenendo attivo il servizo “Pulmino di Padre Lino” – intrapreso nel 2006 – per creare un contatto diretto con le persone che rischiano costantemente di rimanere marginalizzate. Si tratta di un servizio di bassa soglia, che la Pubblica attiva quattro giorni alla settimana. L’attività si svolge alla Stazione di Parma, dove vengono distribuiti generi di conforto alimentare, coperte, bevande calde durante i mesi più rigidi, molto lavoro informativo e, dove possibile, si fornisce un supporto per le situazioni più fragili. Ne abbiamo parlato con Andrea Galletti, vicecomandante con delega al servzio.

Il servizio di bassa soglia è sospeso?

Il servizio di bassa soglia fornito della Pubblica Assistenza non si ferma. Purtroppo comprendiamo anche le ragioni che hanno portato altre realtà che si occupano del servizio ad operare delle rinunce, perché non tutte le associazioni hanno la possibilità di fornire un servizio adeguato, soprattutto per l’impossibilità di garantire le misure minime di sicurezza al personale. La Pubblica in questo senso fornisce tutti gli strumenti necessari, quindi non ci fermiamo. Devo ringraziare anche la Comunità di Sant’Egidio, che insieme a noi ha deciso di proseguire il suo impegno settimanale. Siamo sempre in contatto con il responsabile, Bruno Scaltriti, che si occupa della giornata di lunedì e che ci fornisce come sempre un prezioso sostegno.

Come prosegue il vostro impegno?

Il Pulmino di Padre Lino della Pubblica prosegue il suo solito servizio durante le sere di mercoledì, venerdì e domenica. In aggiunta ci stiamo occupando anche del giovedì, in cui da diverso tempo i nostri volontari effettuano servizio insieme ad altre associazioni. Oltre a fornire alle persone che si rivolgono al servizio dei generi alimentari, cerchiamo di spiegare la situazione di emergenza ormai da diverse settimane. Purtroppo si sono trovati catapultati in questa realtà senza troppe spiegazioni. Noi cerchiamo di fargli capire di cosa si tratta, anche attraverso intermediari, visto che non tutti parlano correttamente l’italiano, spiegando di stare attenti alle restrizioni, ma soprattutto a come evitare contatti ravvicinati.

La situazione per i meno fortunati qual è? Se non posso stare sotto un tetto che soluzioni hanno?

La situazione dei senza fissa dimora ovviamente è molto difficile, perché non si riesce a garantire a tutti un tetto sopra la testa. Ci sono chiare difficoltà, perché il numero di posti letto non è elevatissimo, ma anche perché un certo numero di persone a causa di una forma di ritrosia di tipo psicologico purtroppo non si lascia accogliere.

C’è qualcosa che la città può fare per aiutare i meno fortunati?

La cittadinanza in questi casi non può fare molto, in questa emergenza risalta con maggior evidenza una situazione di difficoltà presente tutto l’anno. Sarebbe bello avere più risorse a disposizione per fornire aiuto ai più bisognosi, ma gli ultimi solitamente non sono oggetto di grande attenzione, perché non generano un profitto diretto e rappresentano solamente un costo di gestione.

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