Per Europa Verde il voto sulla delibera di assestamento di bilancio nel Consiglio Comunale di Parma del 27 luglio poteva essere l’occasione per dare un primo segnale di discontinuità con la precedente amministrazione. Le scelte di bilancio da sottoporre ad una discussione politica potevano essere varie: Europa Verde aveva individuato in particolare un tema, quello più rappresentativo, costituito dalla destinazione a cargo dell’aeroporto Verdi

A valle di una campagna elettorale che ha visto praticamente tutte le forze politiche prendere le distanze da quel progetto, poteva essere significativa una decisione conseguente ed immediata del Consiglio comunale. A questo scopo abbiamo depositato un emendamento al Programma Triennale delle Opere Pubbliche per spostare su interventi di mobilità sostenibile i 5 milioni di euro, stanziati dalla precedente amministrazione, per la realizzazione di nuove infrastrutture viarie legate al progetto di allungamento della pista dell’aeroporto, dichiara il consigliere comunale Enrico Ottolini.

Il Consiglio comunale non è stato però messo nelle condizioni di confrontarsi su una scelta che è squisitamente politica. L’emendamento è stato infatti respinto e non ammesso al voto dei consiglieri a seguito del parere tecnico negativo del Settore Lavori Pubblici. Un parere che Europa Verde contesta nel merito dal momento che le argomentazioni riguardano, non aspetti tecnici, ma la destinazione stessa delle risorse, competenza che fino a prova contraria pertiene al Consiglio comunale”.

Nella discussione che comunque si è aperta, registriamo positivamente la disponibilità da parte della maggioranza a riaffrontare la questione in sede di definizione del prossimo bilancio. Come Europa Verde non mancheremo di ripresentare la proposta di stralcio dei 5 milioni di euro in coerenza con gli impegni assunti in campagna elettorale e con l’obiettivo di neutralità climatica al 2030. Auspichiamo – conclude – che in quella sede la maggioranza e la Giunta terranno fede ai propri impegni assumendosi la responsabilità politica delle scelte di bilancio, senza nascondersi dietro ai pareri tecnici degli uffici.

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