Italiani e farmaci, un rapporto che si fa sempre più articolato vista la variazione dei dati e una serie di cambiamenti che stanno influenzando il settore

Si parla di un comparto ad oggi plasmato da un momento storico di crisi, ma anche dalle continue innovazioni portate dal digitale. In sintesi, ci si trova di fronte ad un bilancio complessivo che vive di alti e bassi, e di un fatturato che – ancora una volta – riesce a salvarsi per merito dei prodotti commerciali.

L’andamento del settore farmaci e parafarmaci in Italia

Grazie ai dati emersi dall’ultimo report di Iqvia, abbiamo la possibilità di analizzare il mercato italiano dei farmaci e dei parafarmaci nel suo complesso. 

In primo luogo è bene partire da un dato che nasconde sia luci che ombre: questo comparto nel 2018 ha collezionato un valore complessivo di 24,4 miliardi che potrebbe sembrare molto elevato, ma che cela un calo del 1,3% rispetto ai numeri del 2017.

Questa disamina deve dunque tenere in conto sia gli aspetti positivi, sia quelli negativi: da un lato i prodotti da banco e commerciali hanno di fatto salvato il settore, con un valore totale di 10 miliardi di euro nel 2018, in aumento del +2,1%. Dall’altro i farmaci di fascia A e C continuano a registrare dati negativi: -3,5% nel 2018, con un valore complessivo di 14,4 miliardi. 

A questo punto è il caso di soffermarsi anche sull’avvento del digitale e degli e-commerce: qui ci si trova di fronte ad una crescita imponente (+63%), con un giro d’affari che oggi raggiunge i 154 milioni di euro. Il successo maggiore è stato registrato nei comparti dei prodotti di automedicazione e di integratori (+58%, valore totale superiore ai 65 milioni di euro). Anche grandi catene come la Coop hanno creato un servizio di parafarmacia online, che consegna a domicilio i prodotti di cui si ha bisogno.

Gli italiani e il rapporto con i farmaci equivalenti

Un altro fattore molto rilevante e che va giustamente sottolineato è che ancora oggi gli italiani sembrano non aver compreso a pieno la convenienza dei farmaci equivalenti. 

Stando ai dati ufficiali, difatti, il 78% dei consumatori della Penisola continua ad optare per i farmaci originali marchiati, più costosi dei loro equivalenti. L’Italia è un po’ un caso unico in Europa, perché tale percentuale crolla se si studiano altri paesi come la Germania (30%). Persino negli USA la situazione è migliore, visto un dato al 20%. 

In base a quanto visto oggi, dunque, le abitudini degli italiani per quel che riguarda farmaci e parafarmaci stanno gradualmente cambiando mentre questo settore sta rapidamente evolvendo in favore delle nuove logiche digitali del web.

© riproduzione riservata