Fase 2, acquisti online e senza coda con l'idea nata a Borgotaro | INTERVISTA

Immaginatevi di essere isolati sull’Appennino parmense in tempo di Covid-19. Precisamente a Borgotaro, Comune di quasi 7mila abitanti. Invece che demoralizzarvi e restare inattivi, il vostro chiodo fisso è uno: “come posso contribuire a far ripartire il commercio d’Italia una volta finita l’emergenza sanitaria?“. Un progetto a cui far spiegare le vele nell’ incertezza di questa tempesta chiamata Coronavirus, che rischia di colpire commercianti e negozianti nella cosiddetta Fase 2, agitando l’economia con una prevedibile recessione (lo stesso Premier, Giuseppe Conte, ha parlato di una brusca ricaduta del Pil italiano come contraccolpo del lockdown).

Ciò che ha fatto Francesco Biacchi, giovane imprenditore borgotarese classe 1992, già noto per aver creato la prima piattaforma che si occupa della vendita online dei permessi per la raccolta funghi sull’intero territorio nazionale, è stato buttarsi in questa impresa insieme a Claudio Valeri, Andrea Marino e Antonio La Gatta. Dalla loro intraprendenza è nato “Spesa in Comune“. Sempre online. Sempre una piattaforma. Ma di cosa si tratta? Un servizio di acquisto online che mette al centro i commercianti dei Comuni italiani, “schiacciati dalla chiusura e dai giganti del web“, come si legge sul sito internet dedicato. L’obiettivo è quello di dare a tutti la possibilità di lavorare da subito e in sicurezza “garantendo un e-commerce a tutti i negozianti senza che spendano migliaia di euro, e mettendo al primo posto la sicurezza sanitaria di commerciante e venditore“.

Francesco, raccontaci: come si può aderire a “Spesa in Comune”?

Come prima cosa il negoziante deve iscriversi al sito, caricare il profilo della propria attività e i prodotti che vuole commercializzare con una descrizione. Gli acquirenti allo stesso modo si iscrivono e una volta all’interno del sito selzionano la merce che preferiscono, oppure posono prenotare il ritiro della stessa, una volta acquistato, stabilendo l’orario più comodo.

Poi, come funziona?

Chi ha un’attività ha due possibilità. La prima è iscriversi e pagare la licenza per proprio conto.

La seconda?

L’altra possibilità è che il Comune si faccia carico delle spese di licenza offrendo l’e-commerce ai propri cittadini.

In che modo?

Abbiamo inviato una mail a tutti i comuni d’Italia – non ti dico che fatica -, in modo da coinvolgerli in quello che ci sembra un gesto di solidarietà nei confronti dei propri concittadini.

Che costo ha un servizio di questo tipo per i Comuni?

Un euro a cittadino. Questo è il contributo che abbiamo chiesto alle Amministrazioni. Il momento è di grande difficoltà, specialmente per i commercianti: il Comune di riferimento in questo modo ha la possibilità di abbassare, o togliere del tutto, qualsiasi costo per il negoziante, così da garantirgli un’e-commerce pienamente funzionante.

Un Comune come Milano non spenderà milioni di euro per un servizio di questo tipo.

No. Ma il nostro obiettivo è quello di coinvolgere più che altro i Comuni più piccoli, che hanno la possibilità di far ripartire l’economia del proprio territorio al costo di poche centinaia o migliaia di euro.

Perché comprare su “Spesa in Comune” e non nel negozio sotto casa?

Si possono coniugare entrambe le cose: è possibile comprare su “Spesa in Comune” anche nel negozio sotto casa o pochi chilometri. Ma c’è un vantaggio.

Quale?

Si può impostare il paniere comodamente da casa, pagare online e ritirare il prodotto senza fare la fila. Questo rende più sicura la transazione. La salute, in un momento in cui i contatti vanno limitati al massimo, è al primo posto.

Si potrà stabilire un orario di ritiro?

Inizialmente sarà il venditore a stabilire l’orario di ritiro in base alle sue esigenze. In seguito pensiamo di automatizzare la scelta dell’orario, in modo che sia comodo per tutti.

Un modo per eliminare le code risparmiando tempo.

Esatto. Il primo veicolo di contagio, e di perdita di tempo, sono le lunghe file fuori dai negozi. Questo metodo è semplice, facile e veloce, senza rischio contagio e lunghe file dentro e fuori dal negozio.

L’idea è brillante, come farete però ad eliminare la concorrenza dei colossi del web?

I loro motori di ricerca ragionano per prodotto: il nostro algoritmo mette al primo posto la località, per concentrare la spesa qui, a casa nostra, dai nostri commercianti. Se cerchi un prodotto su Spesa in Comune il primo risultato che esce è quello più vicino a te. Più la rete e grande maggiore sarà il servizio.

Ci sarà una commissione sugli acquisti?

Si, ma con una percentuale irrisoria che potrebbe raggiungere l’1% circa.

Avete pensato anche di sviluppare un App come per Geoticket?

Ci stiamo ragionando. Intanto vogliamo contribuire a far ripartire il commercio d’Italia, ma tutti dobbiamo lottare per far ripartire l’economia locale.

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