Federalberghi Parma rivela:

Uno dei settori che più ha risentito delle restrizioni a causa della diffusione del nuovo coronavirus, è stato quello del turismo. Secondo Isnart-Unioncamere infatti, la perdita del 2020 è stata pari a 53 miliardi rispetto al fatturato del 2019. Così anche a Parma gli albergatori hanno registrato gravi perdite, i cali di occupazione delle camere sono diminuite del 60% rispetto all’anno precedente e quello che chiedono i lavoratori di questo ambito è un sostanzioso aiuto economico da parte del governo. Emio Incerti, presidente di Federalberghi di Parma, ha così risposto alle nostre domande, per spiegare in modo chiaro la situazione attuale di alberghi e turismo nella città.

Nei vari DPCM che si sono susseguiti da marzo fino ad ora, il Governo non ha mai disposto la chiusura degli alberghi. Di fatto però, la mancanza di clientela è stata una conseguenza concreta alle misure ministeriali anti-contagio. Niente spostamenti, niente vacanze: le camere e le strutture sono rimaste per lo più vuote, e l’abbaglio positivo dell’estate si è spento presto con l’arrivo della seconda ondata di contagi. Inoltre, per Federalberghi la decisione di disporre la zona rossa nelle festività natalizie e per l’Epifania è stata una “beffa clamorosa per quegli imprenditori che avevano cercato di resistere mantenendo gli alberghi aperti nonostante il divieto di spostarsi da una regione all’altra“.

Federalberghi spiega com’è andato il turismo a Parma nel 2020

Sebbene in tutta Italia la situazione sia piuttosto simile, il caso di Parma presenta una sua particolare differenza. Il 2020 infatti, doveva essere l’anno di Parma Capitale della Cultura, e per l’evento “già da anni precedenti alcuni alberghi hanno investito in ristrutturazioni o rimodernamenti;” spiega Emio Incerti, che continua: “Doveva essere un anno fortissimo per la nostra città, e solo a gennaio avevamo registrato un + 10% rispetto al 2018“. A partire da febbraio però, spiega il numero uno di Federalberghi, ha iniziato a crollare il mercato asiatico e quindi la presenza di lavoratori che sostavano a Parma. La situazione è poi peggiorata di mese in mese, dato che tutti gli eventi congressuali paralleli a Parma2020 sono stati cancellati.

Forse aveva fatto ben sperare il Bonus Vacanza, disposto dal Governo per aiutare le famiglie a sostenere le spese delle vacanze estive. Ma Incerti confida: “Eravamo tutti un po’ dubbiosi. Era un aiuto sociale per le famiglie, non per il settore turismo. A Parma il bonus è stato utilizzato in modo ridotto. Le persone che hanno visitato la città erano soprattutto di passaggio ed erano turisti che si muovevano in auto dai paesi esteri confinanti o dal nord Italia“. Questi però difficilmente hanno pernottato a Parma e i mesi estivi non sono stati sufficienti per rialzare gli incassi degli albergatori. Inoltre, una grande differenza con gli anni passati è stata la mancanza del turismo d’affari, che nel 2020 non è mai partito, diventando il maggior punto debole per i gestori di alberghi.

La chiusura durante le vacanze invernali poi, è stata percepita negativamente da Federalberghi Parma, che invece sperava in una piccola punta positiva a fine anno. Molte strutture, spiega quindi Incerti, hanno deciso di rimanere direttamente chiuse, dato che “i costi per mantenere aperta un’attività sono molto elevati“. Per fortuna però, a Parma non si sono registrati casi in cui un’attività sia fallita completamente: “I piccoli albergatori si sono arrangiati in qualche modo, facendo alcune rinunce; le grandi catene invece, sono quelle che hanno deciso autonomamente di rimanere chiuse. Nella città però non si sono registrati casi così gravi, speriamo che nel 2021 ci sia spazio per una ripresa“.

Prospettive future: “In attesa del vaccino, chiediamo aiuto al Governo”

Almeno fino a marzo, confessa Emio Incerti, la situazione sarà identica a quella attuale. Successivamente tutto dipenderà dai DPCM e dalla velocità con cui la popolazione verrà vaccinata: “Il vaccino è di straordinaria importanza. Le persone allora saranno più tranquille nel muoversi e ci sarà speranza per un settore come il nostro“. Gli eventi di Parma Capitale sono stati prorogati al 2021, e questo potrebbe far ripartire anche la clientela business, dato che Parma diventerebbe, secondo Federalberghi, un centro non solo culturale ma anche centrale per convegni, riunioni e importanti eventi aziendali.

In attesa però della primavera e della ripresa della normalità, l’associazione degli albergatori chiede ingenti e sostanziosi aiuti al Governo. “Chiediamo di compensare realmente le aziende che avranno registrato cali di fatturato nei mesi di novembre, dicembre e gennaio, con un ristoro pari almeno al 50% del fatturato perso“, spiega Federalberghi. Sarebbe necessario poi che si organizzassero “modalità di riduzione dei costi fissi delle aziende” e occorre inoltre che gli ammortizzatori sociali per i dipendenti siano “confermati almeno fino al 31 marzo 2021, ma auspicabilmente fino al 30 giugno 2021, gli ammortizzatori sociali per i dipendenti“. Emio Incerti infine conclude: “Le risorse che verranno date agli alberghi devono essere restituite non in 5 o 6 anni, ma in un lungo periodo, altrimenti non ci sarà mai occasione di sfruttare le nuove risorse per i processi di ammodernamento delle strutture“.

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