Il presidente di Federconsumatori Parma:

A quali difficoltà vanno incontro i consumatori parmigiani all’epoca del Coronavirus? Abbiamo cercato di fare chiarezza con il presidente di Federconsumatori Fabrizio Ghidini per valutare quali siano le accortezze per non subire “truffe” e per chiarire quali siano i comportamenti da tenere per chi ha difficoltà a pagare bollette ed affitti. In questa intervista – che si affianca a quelle che affrontano la tematica della Fase 2 a Parma e che vedono coinvolte realtà che spaziano dal commercio all’agricoltura, dal turismo all’industria – abbiamo provato ad analizzare le criticità e le problematiche e a porre alcuni possibili soluzioni.

In merito alla tutela dei consumatori e all’avvio della fase 2 che prevede la convivenza con il virus, pensate ci siamo dei settori o dei precisi prodotti su cui debba essere applicato un “prezzo fisso” per evitare speculazioni a danno dei cittadini?

Il problema dell’aumento dei prezzi si è manifestato fin dalla “Fase 1”. In particolare facciamo riferimento ad aumenti nel settore alimentare per i  prodotti non industriali e in particolare nel piccolo commercio. Speculazioni e persino truffe si sono registrate nella vendita di disinfettanti e mascherine. Un altro paradossi è il prezzo del petrolio che crolla, che non corrisponde al prezzo della benzina, visto che i risparmi alla pompa sono minimi. La Fase 2, che ci prepariamo ad affrontare dal prossimo 4 maggio, si  preannuncia lunga e occorre che sui  prezzi ci sia una politica di  forte vigilanza e, per alcuni beni e servizi, degli  interventi per calmierare e bloccare i prezzi. Il gioco della domanda e dell’offerta lasciato a se stesso rischia di penalizzare in modo pesante i consumatori.

Parlando di mascherine, ad esempio: se la mascherina è un presidio  indispensabile per la tutela della salute è giusto farla pagare? Se una famiglia deve acquistarle, per tante settimane oppure mesi, la cifra sale in maniera considerevole e potrebbe essere un problema. Anche sulle tariffe (energia elettrica, gas, acqua, trasporti) vanno evitati rincari; così come per le tariffe pubbliche e per la telefonia. Infine sui  generi alimentari e altri  beni di consumo, nel  caso  di aumenti ingiustificati, sarà la Guardia di  Finanza a dover avviare degli acccertamentiSarà  un  periodo  lungo, la guardia va tenuta alta fino in fondo.

L’emergenza Covid ha messo in difficoltà molte persone a causa della perdita del lavoro o della chiusura delle attività. Quelle stesse persone, ora, rischiano di essere insolventi nei confronti di spese ordinarie come bollette e affitti, quali azioni dovranno essere approntate per tutelarli?

Le difficoltà economiche delle persone sono destinate ad aumentare nei  prossimi mesi. Ancora non ci siamo misurati con i fallimenti e le chiusure definitive delle attività. Esiste un diffuso precariato, microattività in  proprio che non si sa che fine faranno. Per ora abbiamo visto l’assalto ai  buoni spesa e la fila ai banchi del monte dei pegni. Come Federconsumatori  fin da subito abbiamo ricevuto  richieste di assistenza sui mutui e sui  prestiti. Anche su nostra iniziativa sono state prese le misure sul blocco dei  mutui  prima casa e, successivamente, dei prestiti con le finanziarie.

Lo stesso discorso vale per lo stop al blocco delle utenze di luce, acqua e gas. Ricordo anche la possibilità di sospendere, fino al  31 luglio, la polizza RC auto e gli aiuti per l’affitto. Credo che sia fondamentale, per dare certezze e non stressare ulteriormente i cittadini, che queste norme vadano prolungate per un periodo sufficientemente lungo (almeno fino alla fine dell’anno) e non prorogate di settimana in settimana. 

Ci sono altre criticità, inerenti alla questione Coronavirus, che intendete segnalare? 

Sono tante, mi limito a due. Con la chiusura delle scuole molte famiglie fanno e faranno sempre più fatica a gestire i figli e si deve evitare che, soprattutto le donne, lascino il lavoro per accudire i figli. Gli aiuti economici finora messi in campo sono insufficienti: tutto non può  essere risolto con incentivi monetari, occorre predisporre servizi per i bambini e i ragazzi; cosa che, tra l’altro, genererebbe occupazione.

La seconda riguarda il digital  divide che questa inedita situazione ha messo in luce. Anche un’eventuale prossima app per il  distanziamento sociale per molte persone, soprattutto anziane non sarà accessibile. Ci sono, certamente, mille altri problemi però in una società che sta accelerando sul versante digitale occorre evitare un ulteriore fronte di  emarginazione sociale e economica.

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