Nidi di processionaria a Felino: il Comune invita i cittadini a segnalarne la presenza e ad intervenire per la rimozione

FELINO | Avvistati alcuni nidi di processionaria in via Favale a Felino: il Comune emana un’ordinanza che obbliga i privati a controllare le proprie piante e ad intervenire in caso di nidigruppi di larve

Al momento risultano solo casi isolati di infestazione: il Comune mantiene alta l’attenzione per monitorare la situazione e invita i cittadini a inviare segnalazioni in caso di avvistamenti e a contattare il Servizio Fitosanitario Regionale per avere informazioni dettagliate sugli interventi da adottare in aree private.

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Per quanto riguarda le aree pubbliche – aggiunge il sindaco Elisa Leonilo scorso anno l’Amministrazione Comunale ha provveduto ad effettuare trattamenti endoterapici nel parco Charlie Chaplin di via Gerbella e continua a monitorare la situazione delle alberature comunali“.

Come riconoscere i nidi 

Il bruco di processionaria può provocare gravi reazioni allergiche e infiammatorie nell’uomo e negli animali e possono verificarsi anche senza il contatto con il corpo dei bruchi: i peli urticanti, infatti, possono staccarsi ed essere trasportati dal vento. È per questo necessario intervenire con l’asportazione e l’immediata distruzione delle tele dei nidi prima che le larve mature li abbandonino per raggiungere la base delle piante.

L’inverno è la stagione più adatta per la lotta alla Processionaria del pino. Sulle piante ospiti sono infatti ben visibili i nidi, di solito collocati alle estremità dei rami e facilmente riconoscibili per il colore biancastro, l’aspetto sericeo e il diametro di circa 10-20 centimetri. Con l’approssimarsi della stagione primaverile, quando la temperatura diventa più mite, le larve compiono l’ultima muta e si preparano a cercare un luogo dove incrisalidarsi dando origine alle tipiche processioni, rendendo più difficoltosi gli interventi.

Come difendersi dalla processionaria

Tra i metodi di lotta consigliati è fondamentale effettuare, entro la fine di febbraio, la raccolta e la distruzione dei nidi invernali. Questo intervento va effettuato adottando la massima cautela per evitare ogni contatto con i peli urticanti delle larve. Nei casi non sia possibile l’asportazione completa dei nidi, possono essere impiegate trappole meccaniche per la cattura delle larve che scendono lungo il tronco per raggiungere il suolo.

Sono invece sconsigliati trattamenti insetticidi nei confronti delle larve che scendono al suolo per interrarsi. Questi trattamenti, oltre a essere dannosi per l’ambiente, non impedirebbero infatti la dispersione dei peli  urticanti dal corpo delle larve e quindi il potenziale danno alle persone.

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