Nasce a Felino il Comitato per il “NO” al Referendum costituzionale
Referendum – Nominato Presidente del Comitato per il “NO” a Felino Marcello Delsante: “Perché votare…
Referendum – Nominato Presidente del Comitato per il “NO” a Felino Marcello Delsante: “Perché votare no? La Costituzione ha bisogno di una riforma seria“
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Si è costituito il 3 settembre a Felino il Comitato per il “NO” al Referendum costituzionale di ottobre: promosso da Forza Italia e dagli elettori dei partiti del centro-destra, la nomina di Presidente è andata a Marcello Delsante.
Il Comitato nasce per sensibilizzare i cittadini sulle ragioni dei “NO” a una riforma costituzionale che a parer degli stessi “non risolve nessuno dei problemi veri del paese, non rendendo per niente più efficiente la macchina dello Stato“.
“Un onore ricoprire questo ruolo, ci sarà molto lavoro da svolgere ma sono certo che insieme a tutti gli amici di Forza Italia e del centrodestra vinceremo questa battaglia“, commenta il neo-presidente Delsante. Come comitato, “lavoreremo per informare i cittadini, che devono sapere qual è la posta in gioco: meno efficienza e meno democrazia“.
Il Comitato di Felino e Delsante rimangono fermi su un punto: “crediamo che non sia questa la novità della quale hanno bisogno gli italiani; ci attiveremo con convegni, gazebo, volantinaggi e dalla metà di settembre saremo presenti al mercato in piazza Miodini per sensibilizzare i cittadini sulle ragioni dei ‘NO’“.
A parere del gruppo guidato da Delsante una convinzione su tutte, ovvero che si tratta di “una riforma che non realizza gli obbiettivi promessi: non abolisce affatto il Senato, non rende più efficiente la macchina dello Stato, anzi complica e rende incerto il meccanismo di formazione delle leggi, riduce i costi solo in una misura minima, toglie valore alle autonomie locali“. Per questo è “importante tornare a votare e votare ‘NO’ – conclude il Presidente – scegliere il ‘No’ non significa affatto voler mantenere la situazione attuale: noi non crediamo che la Costituzione non necessiti di una modifica, ma piuttosto che tale modifica debba passare per una riforma seria che renda più efficienti le istituzioni, riduca i parlamentari, aumenti il potere dei cittadini e la loro possibilità di decidere sul loro futuro e sul futuro dell’Italia“.
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