L’ultimo consiglio comunale di Felino ha visto l’uscita dall’aula, per motivi diversi, della minoranza consiliare composta dal consigliere Enrico Campari e dal gruppo ‘Fare Felino’. L’abbandono dell’aula del consigliere Campari è stato annunciato nel suo intervento, in seguito alla decisione di non inserire nell’ordine del giorno del Consiglio la mozione firmata da tutta la minoranza per una “pace giusta e duratura in Palestina ed Israele“. Un atto che lo stesso consigliere ha definito “grave“, aggiungendo che non rientrerà nel Consiglio “finchè il Governo italiano non condannerà il mandato dispotico di Natanyahu e mai più vieterà di manifestare pacificamente a chiunque voglia esprimere solidarietà al popolo Palestinese o per qualsiasi altra causa”. Infine Campari ha concluso riconoscendo l’importanza dei punti all’ordine del giorno del Consiglio che “non sono nulla in confronto allo stermini di oltre 10.000 bambini e 7.000 donne“.

Il tumultuoso Consiglio Comunale è proseguito poi con l’abbandono dell’aula da parte del gruppo “Fare Felino” che ha sottolineato come si stessa votando per l’approvazione del bilancio senza il parere dei revisori dei conti. “L’utilizzo scorretto e spesso arbitrario dei regolamenti è la prova di un modo di amministrare approssimativo, raffazzonato e poco trasparente, che denota incompetenza“, le parole della capogruppo Rosina Trombi. “E’ arrivato il momento – prosegue Trombi – di dimostrare alla cittadinanza la nostra disapprovazione: non possiamo e non vogliamo essere ‘complici’ della totale mancanza del senso delle istituzioni“.