Felino, lettera dei parrucchieri a Conte: “Ci faccia riaprire o non reggeremo”
di Erika Martorana Una lettera a cuore aperto destinata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte….
di Erika Martorana
Una lettera a cuore aperto destinata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Con un testo accorato, emozionante e straripante di sogni che temono di essere improvvisamente infranti, Valentina Malanca, titolare del salone felinese di successo, “Pepestyle Philosophy Hair”, insieme al gruppo Facebook “Imprenditori della Bellezza” – capitanato da Lele Lelio Canavero e formato da acconciatori, estetiste e make-up artist-, ha deciso di non abbassare più la testa di fronte all’ennesimo prolungamento della chiusura delle attività di parrucchieri.
“Mi permetta – si legge-, il mio è tutto fuorché egoismo di parte. La mia – sottolinea la professionista – è una supplica. Rispettosa, ferma, chiara. Soprattutto motivata. Non mi metto a discutere le origini delle sue scelte, anche se a mio avviso è evidente quanto siano illogiche, incomprensibili, inaccettabili. Il suo decreto è lì a confermare che i presupposti per riaprire prima di giugno ci sono! Accetteremo le disposizioni, il rapporto 1:1, tutto ciò che ci chiederete di fare; ma una cosa proprio non ce la deve chiedere, Presidente. Perché Lei – sottolinea – ci sta chiedendo di chiudere. Di “chiudere”, non di tenere chiuso!“.
E, sul piede di guerra, l’imprenditrice aggiunge: “Un’impresa su 3 non è in grado di reggere l’impatto di un altro mese senza incassi! E, attenzione, deve essere chiaro: se lo Stato prevedesse aiuti concreti, non sarei nemmeno qui a scriverle! Ma la situazione la conosciamo, e, ahimè, possiamo constatarla nei giorni che seguono ai suoi messaggi“. Perché attendere il 1° giugno? È la domanda che attanaglia l’intera categoria. “Le chiedo di mostrare – insiste la Malanca – coscienza, senso di responsabilità e capacità strategica. Perché non si può distruggere in un trimestre ciò che è stato creato, spesso, con anni e anni di impegno, di passione, di dedizione. Le chiedo di estinguere quel senso di impotenza che ci soffoca e che può provocare danni incalcolabili, se non irreversibili, alle persone come alla società“.
Invocando la modifica della normativa sulle riaperture, la talentuosa e stimata parrucchiera conclude, a caratteri cubitali: “Serve riaprire. Il tutto nel rispetto delle regole e delle persone che certamente le sapranno rispettare. Confido nella sua capacità di comprendere, di riflettere, di agire“. Valentina, insieme ad oltre 103mila altri parrucchieri, non si ferma qui e sta, portando avanti, intanto, una petizione popolare che mira alla riapertura anticipata dei saloni.

