Antiche usanze che custodiscono i segreti della cultura contadina: la Candelora prevede l’arrivo della primavera o il continuo dell’inverno, ma non solo

Lo dicono i proverbi: Se la candlen’na la fa ciär a gh’è märs ch’al torna znär” ma anche “Par la Serióla, o ch’à néva o ch’a pióva o ch’a nàsa la vióla” e “Cuand a pióva ala Serióla, da l’invär’n a sèmma fóra“. La Festa della Candelora – Serióla per i parmigiani – si celebra il 2 febbraio: dal punto di vista religioso ricorda la Presentazione di Gesù al Tempio, ma la sua tradizione è legata alla distribuzione della candele alle funzioni religiose, che a Bannone, Casaltone, Felino, Marano, Neviano de Rossi, Ravadese, Santa Maria del Piano corrispondevano alla Sagra del Paese. Lo stesso nome, Candelora, è da attribuire all’usanza di benedire le candele e di portarle in processione. Candele a cui la tradizione e la devozione popolare hanno attributi poteri benefici, contro le forze del male. 

Sopratutto in passato si era convinti che la candela ricevuta dalle mani del sacerdote potesse avere effetti benefici: veniva appesa sopra il letto o chiusa nel cassetto della biancheria affinchè garantisse nella casa benefici influssi contro le forze del male. Per lo stesso motivo la si accendeva per la nascita dei bambini o la si usava al capezzale dei moribondi. Inoltre le si attribuiva anche proprietà terapeutiche: il capofamiglia, quando qualcuno soffriva di mal di gola, le incrociava sotto la gola dell’ammalato e gliele faceva baciare; pezzi di candela venivano sciolti in un cucchiaio d’ottone per curare i geloni nelle mani e talvolta il Fuoco di Sant’Antonio. 

Le previsioni del tempo e la gastronomia

In montagna e in collina, quando scoppiava qualche temporale improvviso e si temeva l’arrivo della grandine, le donne bruciavano l’ulivo benedetto della Domenica delle Palme con la candela della Candelora per scongiurare il peggio ai loro raccolti. La Festa della Candelora, come viene anticipato dai proverbi, prevede anche il tempo dei mesi successivi: se il 2 febbraio il giorno sarà bello e con il sole, allora l’inverno durerà ancora a lungo; se, invece, piove o nevica l’inverno è al termine e arriva la bella stagione primaverile. Ma c’è anche chi sostiene che la giornata della Candelora sia impossibile da prevedere: “o che nevica, o che piove o che nasce la viola“. 

Come ogni tradizione che si rispetti non manca la parte culinaria: questo vale, in modo particolare, per quei Paesi che festeggiano la Sagra e le cui tavole sono imbandite di cibi e raccolgono intorno al camino parenti e amici. Ma non solo. In diverse zone della Val Parma, come Santa Maria del Piano, Mamiano o Lesignano, la tradizione vuole che nel giorno della Candelora si preparino i tortelli al forno. Un momento di gioia e serenità dove la cucina diventava la regina della casa e tutto era all’insegna della condivisione: oggi, molte di queste usanze, sono andate perse ma rimane la tradizione religiosa della benedizione delle candele. Chissà, forse qualcuno lassù su i monti, mette ancora le candele nel cassetto in segno di buon auspicio. 

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