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Fidenza, primi rinvii a giudizio per il fallimento della Coop Di Vittorio

Tra i nomi dei rinviati a giudizio anche l’ex sindaco di Salsomaggiore Grolli

Il fallimento della Cooperativa Di Vittorio di Fidenza continua ad avere conseguenze nella politica locale: nei giorni scorsi la Procura di Parma ha formalizzato i primi rinvii a giudizio per bancarotta fraudolenta nei confronti di soci, amministratori e Sindaci coinvolti nello scandalo. Tra i nomi anche quello dell’ex sindaco di Salsomaggiore Grolli, che fece parte del CdA della Cooperativa dal 2006 al 2014. “Tra i creditori illustri – ha affermato in una nota la candidata consigliere alle prossime elezioni regionali di Fratelli d’Italia Gaetana Russooltre il Comune di Salsomaggiore e di Fidenza vi sarebbe anche la Regione Emilia Romagna. Tutti bacini territoriali da sempre a guida Pd, in una regione a guida PD, tanto quanto la dirigenza interna alla cooperativa fallita, che ancora una volta evidenzia, in danno dei soci prestatori lasciati senza risparmio, di aver privilegiato una dissennata ideologia, a capacità gestorie e di merito”.

Una vicenda che, nella nota della referente di FdI, viene paragonata a quella della Coop Carnica di Tolmezzo e delle Cooperative Operaie di Trieste finite in bancarotta in Friuli, nel 2015, sotto la gestione regionale a guida della Serracchiani. “Non stupisce – continua la Russo – che il processo alla Di Vittorio, con i risvolti che, in chiave civilistica e penalistica, si andranno a delineare, sia lo specchio di una vicenda che rivela il “melmoso” sistema delle cooperative in Emilia Romagna. E non stupisce nemmeno che oggi a discapito di tanti onesti cittadini, che qui vi hanno riposto i propri risparmi, la Procura formalizzi nel capo d’imputazione la distrazione di 19 milioni di euro, in passaggi di soldi tra la Di Vittorio e la società controllata Polis, acquisendo un patrimonio immobiliare frutto di operazioni azzardate, determinante per le sorti dei creditori. Ciò che però ci si augura di non dover vedere, è l’assoluzione dei responsabili, resa non nel giusto vaglio di un’aula di giustizia, ma per l’incombenza della prescrizione dei reati contestati, essendo già decorsi 5 anni dai fatti”.


Le repliche

A risposta della nota della candidata di Fratelli d’Italia è arrivata la posizione del Pd di Salsomaggiore che ha evidenziato come la campagna elettorale di “narrazione salviniana, ogni occasione è buona per demonizzare il sistema Emilia Romagna”. La segreteria del partito di Salso sottolinea, invece, i meriti della comunità emiliano romagnola, in grado di coniugare welfare, tutela dei più deboli e sviluppo economico. “La questione Di Vittorio – spiega il Pd in un intervento su un quotidiano locale –  è una faccenda delicata che mal si presta alla semplificazione di campagna elettorale. Siamo fiduciosi nella magistratura che riuscirà a discernere il giusto dallo sbagliato sicuramente meglio e con più terzietà di chi su questa vicenda vuole sviluppare l’ennesima speculazione politica”. 

La replica di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere: “Si comprende – scrive in una nota la candidata Russo – che faccia paura ammettere l’ennesimo fallimento delle tanto amate cooperative emiliane e il richiamo alla giustizia sia cosa ostile. Tanto più se non si è abituati all’impegno politico e sociale svincolato dalla regalia, con la tessera giusta, che rende pochi di noi liberi dal ‘Signor sì’, tanto caro al partito. Perché dire ad onesti risparmiatori che si sono fidati del sistema virtuoso delle cooperative, affidando i propri risparmi nella Di Vittorio, che non solo vi è un buco da 70 milioni, ma se saranno fondate le imputazioni della Procura di Parma potrebbero non ottenere mai giustizia, perdendo soldi e un risarcimento morale, con il pericolo della prescrizione di quei reati? Che serra in tempi stretti, lo sanno anche i bambini, la punibilità nel nostro sistema processuale. Bisogna essere dei folli, degli onesti, merce rara sotto elezioni”. La vicenda legata alla Di Vittorio – come si legge nella nota di Fratelli d’Italia, che si propone come alternativa alla gestione del Pd in Emilia Romagna – potrebbe influire anche sul voto delle prossime regionali: “La paura che, gli emiliani a gennaio non dimentichino, come i friulani nel 2018, fa tremare le ginocchia? Sicuramente. Ma lo si suggerisce all’avversario, fate di meglio. Chiedete scusa ai cittadini e auguratevi che la giustizia faccia il suo corso, perché questo non deve avere un colore politico: e la prossima volta, prima di tacciare l’avversario di speculazione, chi ne parla, ricordatevi bene chi ha speculato e rovinato della povera gente, non si sa mai vi colga un minimo di decenza”, conclude la Russo.

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