Occupata la casa cantoniera di Ponteghiara; i sindaci di Salsomaggiore e Fidenza: “Un raid inaccettabile”
Nella mattinata di sabato è stata occupata la Casa Cantoniera di Ponteghiara. L’edificio, dismesso dagli anni 2000, è di proprietà dell’Anas. Oltre all’appartamento, occupato in modo abusivo e illegale, c’è un magazzino e un’area cortilizia.
“Abbiamo immediatamente attivato i collegamenti tra Anas e i Carabinieri. Anas sta già predisponendo la denuncia. Come amministratori di Fidenza e Salsomaggiore Terme auspichiamo che sia sgomberata l’area nel minor tempo possibile. Si tratta di un raid inaccettabile e che presenta diversi fattori di rischio, hanno commentato all’unisono Filippo Fritelli, sindaco di Salsomaggiore e Andrea Massari, primo cittadino di Fidenza.
Attualmente si parla di decine di soggetti attivi nell’occupazione. Si tratta di cittadini extracomunitari e attivisti. “La sicurezza delle persone – dichiarano i Sindaci – viene prima di tutto. La struttura occupata non è adeguata a contenere quei flussi. Men che meno sono sufficienti i servizi igienici”.
“A nostro giudizio pesa tantissimo anche la forma assolutamente illegale con cui si è occupata la casa cantoniera. Pare che gli autori del blitz abbiano avuto accesso con una vera e propria effrazione, reato punito dalla legge italiana. Riteniamo azioni di questo tipo inutili e oltremodo dannose. Inutile e dannosa è l’idea di un welfare fai da te, in barba alle regole rispettate da tanti altri. In questo modo, gli autori dell’impresa altro non fanno che dare fiato alle trombe di chi utilizza tali episodi per della squallida propaganda politica, nel tentativo di aizzare l’odio sociale. Se l’intenzione era dimostrare l’emergenza abitativa, i promotori dell’occupazione hanno sbagliato territorio e, soprattutto, hanno ottenuto l’effetto di mettersi dalla parte del torto”.
Sulla vicenda è intervenuta anche la capogruppo della locale Forza Italia, Francesca Gambarini. “Capisco la difficoltà di queste persone. Non capisco chi, ancora una volta, consiglia a chi è in difficoltà di entrare nel l’illegalità. Oltre ai servizi sociali, ci sono tante associazioni di volontariato e le parrocchie pronte a sostenere chi ha bisogno. La scelta migliore da fare è rivolgersi a loro. Mi auguro che la situazione si risolva in fretta. Spero che queste famiglie, come le tante altre colpite da sfratto, trovino presto una sistemazione. Idonea e legale”.
