Fontevivo, chiesto il ritiro del bando affitto anti extracomunitari: “Discriminatorio ed illegittimo”

La minoranza consigliare chiede il ritiro del bando di contributi per l’affitto e la rimozione…

La minoranza consigliare chiede il ritiro del bando di contributi per l’affitto e la rimozione della clausola “prima gli italiani”

FONTEVIVO | Nell’ultimo consiglio comunale i consiglieri Mirti, Tiberti, Pini e Mari hanno chiesto il ritiro del bando di contributi per l’affitto che l’Amministrazione Comunale di Fontevivo ha pubblicato con alcune clausole definite “illegittime”. La minoranza ha chiesto che vengano tolte le clausole presenti.

Il bando – spiega la consigliera PD Lucia Mirtivieta la richiesta del contributo ai cittadini extracomunitari residenti da meno di dieci anni in Italia e da meno di cinque in Regione. Inoltre gli extracomunitari devono presentare la certificazione ufficiale dell’ambasciata o del consolato  di non possedere case nel Paese di origine”.


Mirti, Tiberti, Pini e Mari affermano: “Si tratta di una discriminazione bella e buona e illegittima”. A riprova di quanto affermano i consiglieri citano anche la sentenza 166/2018 della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il requisito della residenza per richiedere il contributo.

Inoltre – proseguono i consiglieri di minoranza – la  discriminazione dei  cittadini stranieri lede i principi di uguaglianza ed imparzialità previsti dalla Costituzione. Senza considerare che, comunque, l’idea  della giunta leghista ricadrebbe soprattutto sui fontevivesi  proprietari di immobili, proprio quegli italiani che Fiazza si propone di difendere: non potendo di fatto accedere al fondo affitti, molte famiglie straniere si vedranno impossibilitate a rispettare i termini di pagamento del canone. E come noto le procedure di sfratto hanno tempi tutt’altro che brevi:  intanto gli italiani difesi dal Sindaco continuerebbero a pagare tasse su affitti non riscossi. Speriamo – concludono – che la Giunta abbia un sussulto non di etica, ma di timore per il danno erariale che deriverebbe dai contenziosi contro un bando palesemente illegittimo. E che si renda conto che non è la minoranza a remare contro, ma lo Stato di diritto”.

© riproduzione riservata