Fornovo piange la sua maestra elementare – RICORDO

Per anni è stata insegnante elementare: una donna con una grande passione per il suo…

Per anni è stata insegnante elementare: una donna con una grande passione per il suo lavoro

E’ venuta a mancare Celestina Previdi, maestra elementare. Ha abitato e insegnato per anni a Fornovo. Celestina fu anche la prima maestra di chi scrive e se esiste un’icona dell’insegnante di un tempo, questa era lei.

Carattere forte unita a grande dolcezza, passione per il lavoro e un’intelligenza brillante, fu anche staffetta partigiana. Per le strade polverose e i sentieri di montagna a portare lettere e medicinali, da una brigata all’altra, dalle case dei piccoli centri ai boschi.


Conseguito il diploma magistrale andò subito a insegnare. Una volta non c’erano master e infinite specializzazioni, ma le maestre ti insegnavano i congiuntivi e i confini dell’Italia settentrionale.

Celestina aveva i capelli biondi, uno stile sempre impeccabile, un’eleganza sobria. La ricordo camminare fra i banchi per il dettato o chiamarti alla lavagna. Era severa il giusto, senza inutili urla, ti faceva capire l’errore con l’esempio.

Un anno, ci fece piantare un pino nel prato sul retro della scuola, una sorta di albero adottato dalla nostra classe, quel pino c’è ancora ed è cresciuto parecchio. All’epoca non si parlava di ambiente o ecologia e quell’albero rappresentava un’idea che precorreva i tempi. Qualcosa di proteso al futuro, ma ben ancorato al presente grazie alle radici.

Rappresentava qualcosa di cui prendersi cura, rappresentava il senso di responsabilità.

Quando sei un bambino di poco più di sei anni la tua giornata è scandita da alcuni momenti. Il pulmino che passa a prenderti. La merenda in quella drogheria che ora non c’è più. Il saluto all’insegnante che precedi di corsa per entrare in classe. Il tempo di quando sei ragazzino è come sospeso.

Il mattino, con i rumori dei grandi che vanno a lavorare, con quella luce che entra a righe dalle mantovane. Non ho mai veramente capito come funzionassero quelle tende, con quel doppio filo, non lo so tutt’ora. I ricordi tornano ai pomeriggi all’oratorio, alla sfida a calciobalilla col più bravo della sezione B, al pensiero che devi comprare la squadra e il righello con la mamma in cartoleria…

Poi una voce ti richiama all’ordine, “Francesco!..prendi il sussidiario a pagina 35 e leggi: Marcovaldo ovvero le stagioni in città di Italo Calvino”va bene signora Maestra.

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