Scoppia il caso migranti a Fornovo; cosa è successo?

Grenti: “Ci sentiamo a fianco dei cittadini e condividiamo le loro preoccupazioni circa i richiedenti…

Grenti: “Ci sentiamo a fianco dei cittadini e condividiamo le loro preoccupazioni circa i richiedenti asilo”

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È una vicenda molto complessa quella che ha portato vari richiedenti asilo politico ad occupare una casa sita in Via Nazionale. Una di quelle in cui le Amministrazioni sembrano non avere voce in capitolo a causa di una assurda legge che affida la gestione dei migranti unicamente ai prefetti.


I cittadini da giorni si chiedono se questi siano coloro che precedentemente occupavano l’Agriturismo di Sivizzano o se siano dei nuovi arrivati. Al tempo stesso hanno presentato in Comune una petizione per chiedere delle risposte ai loro interrogativi. La paura è che quell’immobile possa trasformarsi in un vero e proprio “centro d’accoglienza” stabile, e che non si tratti quindi di un fenomeno occasionale.

I firmatari della petizione si dicono fortemente “preoccupati dall’alta percentuale di extracomunitari già presenti nel Comune, il cui incremento potrebbe avere ricadute sulla pubblica sicurezza“. Preoccupazione è stata espressa anche dal Sindaco Emanuela Grenti che ha dichiarato:

L’amministrazione comunale ha posto e porrà in essere tutti i controlli e le azioni che le competono. Ci sentiamo a fianco dei cittadini e condividiamo le loro preoccupazioni. Contestiamo questo metodo di accoglienza che non riuscirà a dare risposte, ma soprattutto alimenta un economia “malata” a danno dei contribuenti“.

Veniamo adesso ai fatti: stando alle nostre ricostruzioni, la Prefettura di Parma ha comunicato al Sindaco di Fornovo (soltanto in data 31 agosto) che nove dei dodici ospiti dell’Agriturismo di Sivizzano sarebbero stati trasferiti nella struttura di Via Nazionale. Da parte sua il Sindaco ha immediatamente risposto alla Prefettura chiedendo gli stessi chiarimenti che oggi invocano i cittadini.

Da notare anche che dagli atti della prefettura risulterebbe la possibilità per l’Agriturismo in questione di ospitare 20 richiedenti asilo, a fronte di una capienza massima registrata per l’esercizio di attività agrituristica di 12 ospiti. L’Amministrazione avrebbe espresso anche delle perplessità circa le condizioni “igienico sanitarie e di sicurezza impiantistica” dell’immobile di Via Nazionale (immobile con tre camere che ospita, lo ricordiamo, nove persone).

Sul campo resta l’impressione che si stia sviluppando, a Fornovo così come nel resto d’Italia, un’imprenditoria malata che si occupa di trovare un letto per queste persone. Certo sulla carta offrono loro anche una “mediazione culturale” ma viene spontaneo chiedersi, nella speranza che non sia troppo tardi: “tutto questo a cosa può portare?

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