Funghi, come e dove trovarli: ecco i consigli dell’esperto | EPISODIO 2
di Dueotto – redazione@ilparmense.net Prosegue l’esclusivo appuntamento dedicato al mondo dei funghi pensato per la stagione autunnale…
di Dueotto – redazione@ilparmense.net
Prosegue l’esclusivo appuntamento dedicato al mondo dei funghi pensato per la stagione autunnale ormai alle porte. Questa mini rubrica, costituita da cinque episodi, sarà curata da un nostro lettore esperto di funghi e storico membro del Forum del Fungo di Borgotaro. Il suo nickname è Dueotto e ci fornirà preziosissimi consigli e bellissime foto provenienti dal suo archivio per aiutarci nella ricerca. L’appuntamento di oggi riguarda il Boletus Pinicola, uno dei funghi porcini più belli da vedere.
“Ricordiamo sempre di osservare le buone regole di rispetto dell’ambiente e dei regolamenti sulla raccolta, ma soprattutto è opportuno ricordare di astenersi dal consumare funghi di cui non si conoscono bene le caratteristiche o per i quali si è incerti. Il nostro viaggio all’interno del mondo dei funghi ci porterà a scoprire le 5 specie più pregiate: le 4 qualità di porcino e l’ovolo buono. Oggi vedremo un fungo porcino molto apprezzato: il Boletus Pinicola.
Sui nostri appennini viene chiamato “il Moro“. Sicuramente è uno dei porcini più belli da vedere, per colore, forma e consistenza. Siamo di fronte alla seconda tipologia di porcino del freddo. Questo fungo è apprezzatissimo nel nostro appennino per la durevolezza nel tempo, che lo rende estremamente adatto per la commercializzazione. Nei boschi è quasi sempre il primo a comparire, già dai primi tepori di maggio. L’ambiente in cui cresce è praticamente identico al Boletus Edulis, con predilezione per le praterie di mirtillo ad alte quote. Meno frequente nel prato. Per il resto boschi di castagno, faggio, abete e pino nero sono quelli preferiti.
È uno dei porcini che può raggiungere le dimensioni e il peso maggiori, anche per la sua consistenza molto “piena”, di gran lunga superiore a quella di altre specie, anche dello stesso boletus edulis. Qui sotto un esemplare di quasi 1 kg. Oppure lo vediamo direttamente nel cesto. Altri esemplari sono stati immortalati in altri contesti, come questa coppia nel sottobosco di aghi delle abetaie, nel muschio dei boschi di castagno oppure mimetizzato fra i colori dell’autunno.
Il colore del suo cappello è fra quelli che variano meno in base ad età ed ambiente. Però le sfumature sono comunque ben percettibili. Lo si può osservare “paonazzo” oppure “brinato“. Questo è un porcino fra i più tipici ed è molto diffuso fra fine settembre e ottobre. Commercialmente è quotatissimo per la carne soda che quasi impedisce la deperibilità e l’attacco delle larve, rendendolo estremamente adatto per la conservazione sottolio. Dal punto di vista culinario è buonissimo ma le specie di porcino “del caldo” che vedremo nelle prossime settimane gli sono superiori“.

