Per i fuorisede tornare a casa per Natale diventa un lusso: le testimonianze degli studenti di Parma

di Sara Prencipe e Greta Magazzini

Spesso le feste natalizie sono l’occasione per ricongiungersi con i propri cari, che tante volte abitano in città lontane, distanti, e certo non comode da raggiungere durante i consueti periodi di lavoro. Oltre però alle persone che lavorano, e che più probabilmente hanno un’indipendenza economica, esiste anche una marea di studenti fuorisede: giovani che vivono in città universitarie ancora con il sostegno dei genitori. Tornare a casa quindi vuol dire percorrere viaggi, più o meno lunghi, e interfacciarsi soprattutto in questo periodo con biglietti di treni, aerei o autobus spesso molto costosi. Queste spese gravano molto sulla vita dei giovani studenti e delle giovane studentesse, che stanno cercando soltanto di tornare nelle città natali per vivere insieme alle famiglie i giorni di festa.

Secondo l’Università di Parma, come riportato sul sito lo scorso dicembre, l’ateneo sarebbe un punto di riferimento in regione (e non solo) per molti giovani. I nuovi iscritti provenienti da altre zone dell’Emilia-Romagna per l’anno accademico 2020 sarebbero il 58,5%, contro il 55,1% dello scorso anno. “Le matricole dei corsi triennali e magistrali a ciclo unico da fuori regione passano dal 44,9% al 40,9%. La Lombardia, con il 18%, è la regione percentualmente più presente dopo l’Emilia-Romagna, a seguire Puglia (4,7%) e Sicilia (4,2%)“, si legge sulla pagina dedicata. Anche se non sappiamo quanti siano effettivamente gli studenti fuorisede che vivono a Parma, si può comunque immaginare che un cospicuo numero di persone si debba spostare in occasione delle vacanze. Per i fuorisede del sud Italia inoltre, il viaggio sarà particolarmente impegnativo. E per avere un quadro sommario della situazione abbiamo intercettato le impressioni di qualche studente fuorisede sulle loro esperienze di viaggi scomodi, che vengono cancellati all’ultimo o che hanno dei costi esorbitanti.

Sicilia, Puglia e Calabria: i viaggi che diventano un’odissea

Due ragazze di Catania, che frequentano l’Università di Parma, raccontano che per raggiungere la loro città per le vacanze di Natale hanno subito dei disagi non indifferenti. Avevano inizialmente prenotato un volo diretto dall’aeroporto di Parma per raggiungere la loro città. Nel giro di una settimana il loro volo è stato cancellato ben tre volte comprendendo anche il ritorno. Le due ragazze si sono subito prodigate per trovare un’altra soluzione, provando a partire dall’aeroporto di Bologna, con il risultato che i prezzi dei voli erano troppo alti. Più di 300 euro per un solo biglietto di andata, con l’aggravante che alcune compagnie non includono la possibilità di portare il bagaglio a mano se non a pagamento, il quale viene sommato al prezzo del biglietto. “Il treno lo trovo troppo scomodo per tornare in Sicilia, senza contare che non è un mezzo molto economico” commenta una delle due ragazze, “dovremmo farci 14 ore di viaggio e poi prendere il traghetto per raggiungere la nostra isola”. La soluzione è stata quella di partire da Milano, sia da Malpensa che da Linate ci sono più voli disponibili, che hanno sicuramente meno rischio di essere cancellati. “Questa soluzione non è stata comodissima, sicuramente avremmo preferito partire direttamente da Parma, anche perché ci siamo dovute recare a Milano un giorno prima della partenza, spendendo altri soldi tra: mezzi, alloggio e cibo.

Un’altra studentessa fuori sede invece, ha adottato tutt’altra soluzione. Ha scelto cioè di tornare a casa in Puglia con un pullman che parte da Parma, (con un unico scalo a Bologna) per poi concludere il viaggio direttamente nel suo paese: Avetrana in provincia di Taranto. Un totale di 15 ore di viaggio comprese le soste in autostrada. Il tutto pagato 73 euro. “Ho scelto il pullman perché mi lascia direttamente ad Avetrana” – sottolinea la studentessa – “; questa soluzione la ritengo più sicura e più comoda, perché spesso gli aerei vengono cancellati all’ultimo minuto, inoltre per me l’aereo risulterebbe scomodo in quanto avrei dovuto raggiungere l’aeroporto di Bologna, per poi atterrare a Brindisi che dista a più di 40 km dal mio paese”. Per quanto riguarda i prezzi sicuramente l’aereo è il mezzo più costoso, ma durante il periodo natalizio anche gli altri mezzi non sono poi tanto economici, se non vengono prenotati con largo anticipo. “È un disagio essere del sud, siamo davvero scollegati”, conclude la ragazza.

Un altro studente ha dichiarato di aver scelto di tornare a casa in Calabria con il pullman, non per una questione di comodità bensì per una questione economica. Anche perché risulta più flessibile nella scelta degli orari e dei giorni. Ho scelto il pullman poiché è il mezzo che si adatta in modo migliore alle mie esigenze, posso disdirlo quando voglio senza costi aggiuntivi, anche se comporta un viaggio lungo e stancante di 12 oreriferisce il ragazzo. “Per raggiungere la Calabria il treno risulta molto scomodo, perché non ne esiste uno diretto ma bisogna effettuare almeno 2/3 cambi. In aggiunta, i treni vanno prenotati con largo anticipo per non incorrere in costi esorbitanti e questo non mi è possibile, poiché a fine dicembre il mio corso di laurea prevede alcuni esami, i quali potrebbero sempre subire variazioni”. Seppur sia il mezzo più veloce anche l’aereo risulterebbe scomodo. Per raggiungere l’aeroporto di Lamezia Terme, da Parma non esistono voli, mentre da Bologna ne esiste solo uno alle 6.00 del mattino e questo implicherebbe partire con un giorno di anticipo passando la notte fuori e sostenendo ulteriori spese.

Infine, un’altra studentessa racconta di aver trovato un’occasione “Last Minute” per tornare in Puglia con il treno a 61 euro. “Raramente utilizzo i treni per tornare a casa, poiché hanno dei costi abbastanza elevati, ma ho trovato un’offerta imperdibile che ho colto al volo, la quale mi permette di raggiungere Brindisi direttamente dalla stazione di Parma senza effettuare alcun cambio”. Inoltre aggiunge: “Avrei voluto prenotare in anticipo, sicuramente avrei trovato più disponibilità, ma con gli esami a fine dicembre è impensabile, purtroppo bisogna adattarsi e ‘spulciare’ le offerte più appetibili”.

Da queste dichiarazioni si evince che molti studenti provenienti dalle regioni del sud d’Italia hanno riscontrato diversi problemi nella prenotazione dei mezzi di trasporto sia in termini di costi, che in termini di organizzazione delle compagnie. Parma sembra risultare abbastanza comoda per quanto riguarda il trasporto via terra, specialmente quello in pullman e occasionalmente quello ferroviario, ma non quello via aria, come sottolinea il caso delle due ragazze di Catania che si sono viste “costrette” a scegliere Milano per la partenza. Questo evidenzia il grande problema del nostro paese in termine di infrastrutture e trasporti, e ci interroga ancora sul significato di “diritto allo studio”.

© riproduzione riservata