L’arte e la cultura di Gaibazzi e Guareschi in mostra a Roccabianca

Parma non è solo una città d’arte, ma l’è anche per tutta la provincia. Infatti,…

Parma non è solo una città d’arte, ma l’è anche per tutta la provincia. Infatti, il Castello di Roccabianca ospiterà dal 18 settembre al 12 dicembre 2021 due mostre dai titoli “Giovannino Guareschi, l’uomo coi baffi” e “I mondi di Remo Gaibazzi“. Le mostre fanno parte delle iniziative di “Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21“, sono organizzate dal Comune di Roccabianca e curate da Giorgio Casamatti e Guido Conti. Le esposizioni sono state presentate oggi nella sede della Provincia, alla presenza del Presidente della Provincia di Parma Diego Rossi, del Sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara, Marco Scaltriti dell’associazione “Castello Eventi” e dei curatori della mostra Giorgio Casamatti e Guido Conti, presenti anche Giorgio Mazzocchi e Maurizio Gatti dell’associazione “Remo Gaibazzi”. Le due rassegne sono aperte di sabato, domenica e festivi, il mattino dalle 10 alle 12 e il pomeriggio dalle 15 alle 18, nelle sale e in spazi suggestivi mai aperti al pubblico del Castello di Roccabianca, messo a disposizione dalla famiglia Scaltriti, proprietaria del maniero, e sono ad ingresso gratuito. Sono state realizzate grazie ai contributi del Ministero dei Beni Culturali per le iniziative di “Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21” e di Fondazione Cariparma, e grazie alla collaborazione delle associazioni “Remo Gaibazzi” e “Archivio Giovannino Guareschi”.

Gli interventi alla presentazione

Ben volentieri presentiamo la mostra su questi due figli della Bassa, grandi protagonisti della cultura e dell’arte, che dialogano con l’Europa e il mondo” – afferma il Presidente della Provincia Diego Rossi durante la presentazione – “Le due mostre vogliono costruire un percorso d’indagine sui rapporti tra Guareschi e Gaibazzi, ripercorrendo l’evoluzione di questi artisti dai molti talenti, uscendo da una lettura riduttiva e provinciale”.


Si tratta di due esposizioni distinte che dialogano tra di loro” – spiega il Sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara – ”La terra d’origine non è il solo elemento che li accomuna, entrambi affondano le radici nella tradizione europea del giornalismo satirico e umoristico per poi intraprendere due percorsi artistici diversi: le due mostre sono nate dopo anni di studi e ricerche sull’umorismo e l’arte europea tra Otto e Novecento. Parma Capitale della cultura è impostata come biglietto da visita del territorio, non solo come città, e per Roccabianca la proposta dell’evento è stata accolta. E’ stato ritenuto giusto scegliere artisti eterogenei, dare valore alle iniziative e trovare analogie tra gli artisti ed è anche un’occasione per visitare il castello”.

Durante la conferenza stampa, c’è stato anche un breve cenno storico con Marco Scaltriti, che gestisce il Castello acquistato dal nonno nel 1969 per farne una distilleria, ma negli anni Novanta si è trasferita nell’azienda di famiglia sempre a Roccabianca. Si è deciso di aprire il castello al pubblico dal 2003 dopo averlo ristrutturato. “L’idea è quella di tenere vivo un luogo culturale e creare un contenitore culturale. Gli eventi espositivi ci sono dal 2011 e sono ciclici, diventando un punto di partenza per gli eventi del paese (il treno di Parma capitale della cultura è stato un sogno e le mostre che faremo ne sono un esempio)“.

C’è stata una ricerca degli autori, anche se c’era già del materiale presente in Italia e in Europa” – introducono i curatori della mostra Casamatti e Conti – “Ci si collega alla tradizione nei numeri unici e all’università, ma anche alla tradizione popolare che fa riferimento alla borghesia parmigiana. C’era un giornale satirico che racconta una città chiusa, dove si conoscevano tutti, ma oggi tutto questo diventa difficile. Entrambe le mostre sono ricche e belle da vedere e che insieme danno un’idea di continuità, anche se sembrano che siano separate ma sono sovrapponibili. Ci sono disegnatori e pittori che lavorano sui giornali umoristici perchè Parma era un polo di attrazione ed era riconosciuta come centro culturale, non solo per l’università e i caffè culturali (in alcuni casi sono nati numeri unici)“. Parlando della mostra, i 2 espositori affermano che “Guareschi è una mostra biografica legata al territorio, dove le sue opere sono tradotte in tutto il mondo (bisogna capire l’ottenimento del successo). Gli autori conoscevano le diverse tendenze artistiche e che i giornali hanno parlato di autori legati al loro territorio e alle loro opere. Si cerca di rilanciare lo studio dei giornali umoristici, le mode e le tendenze, oltre a far riscoprire la grafica, l’arte e la storia del territorio“.

Curiosità sulle mostre

Giovannino Guareschi e Remo Gaibazzi sono stati due protagonisti dell’arte e della cultura italiana, nati entrambi nel Comune di Roccabianca: Guareschi nasce a Fontanelle l’1 maggio 1908 e muore a Cervia il 22 luglio 1968; mentre Gaibazzi nasce a Stagno il 29 dicembre 1915 e muore a Parma il 25 luglio 1994. La mostra su Guareschi attraverso la ricostruzione della sua vicenda biografica e creativa vuole indagare le motivazioni che lo hanno reso uno degli autori italiani più conosciuti e tradotti in tutto il mondo e indaga la vita da romanzo di questo scrittore che ha venduto venti milioni di copie di libri, trasformando la geografia dell’immaginario di questa terra e ha saputo dare un contributo importante alla storia del giornalismo italiano.

Quella su Gaibazzi si concentra invece sulla sua lunga parabola nel campo della grafica umoristica in cui, per certi versi, sembra raccogliere il testimone lasciato da Guareschi come autore di punta dei numeri unici satirici parmigiani. Spesso si scrive di Gaibazzi, del suo lavoro nei giornali satirici e umoristici, come una “preistoria” del suo essere artista, rispetto ad una produzione più alta e più seria, dimenticando che all’interno del mondo dell’umorismo dialogano giornalismo, letteratura e disegno. Si tratta di una tradizione europea di primo piano presente anche in Francia, in cui sono fioriti scrittori del calibro di Anton Čechov, Carlo Collodi, Giovannino Guareschi e artisti come Erberto Carboni, Juan Gris, Henri de Toulouse-Lautrec. La mostra racconta la collaborazione e la formazione di Gaibazzi sui giornali umoristici, i suoi rapporti con Guareschi quando lavorava al “Bertoldo”, vera e propria palestra per scrittori, disegnatori, pittori e giornalisti tra Otto e Novecento. Se Guareschi ha affondato le radici negli umori e nelle tradizioni della nostra terra e di Parma portandole del mondo, Gaibazzi ha portato il mondo dentro la sua pittura e la sua arte, senza mai spostarsi dal teatro quotidiano non solo di una sua città, ma dal centro storico, come un cuore vitale e pulsante. Due mostre separate ma che parlano entrambe di una Parma già “capitale della cultura”, coi suoi caffè letterari, polo di attrazione per intellettuali, scrittori e disegnatori.

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