Animale domestico per antonomasia da oltre 5000 anni, è in grado di farvi sentire estranei a casa vostra

IL GATTO | Esigente, indipendente, narciso ed estremamente geloso è il solo felino ad aver permesso all’uomo di vivergli accanto. Ecco una breve storia e le caratteristiche del felis catus, il cosiddetto gatto domestico che da oltre 5000 anni domina salotti e sofà di tutto il mondo.

E’ ai tempi dell’antico Egitto che va fatto risalire il periodo di addomesticamento del gatto, quando iniziò ad intraprendere il suo alto e dignitoso rapporto con l’uomo. Gli Egizi lo veneravano addirittura come una divinità: la dea egizia Bastet assunse la testa di una affascinante e misteriosa gatta ed era venerata come protettrice della casa, delle donne, della fertilità e delle nascite. Facile affermare che fascino e misteriosità tutt’oggi circondano i felini domestici, così come anche l’aura divina che pone sulle loro testoline una corona invisibile che li elegge padroni indiscussi delle nostre abitazioni.

Grazie ai commercianti tra Egitto e Grecia, il gatto sbarcò in Europa e ne si capì l’utilità: surclassando donnole, puzzole e altri poco gradevoli animali selvatici, il gatto divenne il cacciatore di topi numero uno, che portavano malattie e invadevano le case. Si dice addirittura che i Greci dovettero rubare qualche gatto perché gli Egizi non mettevano in vendita i loro animali sacri. Successivamente per il gatto arrivò il periodo buio, quello del Medioevo. Qui veniva considerato simbolo del Demonio e compagno delle streghe e fu coinvolto in stragi e persecuzioni. Superfluo dire che grazie alle sue sette vite il micio superò queste turbolenze e con gli anni delle rivoluzioni industriali, del progresso e del benessere tornò ad essere il gioiellino di casa.

Dal gatto di Colazione da Tiffay cercato sotto la pioggia dalla protagonista alla fine del film, a Catwoman, la donna gatto eroina dei fumetti; dal gatto sulle ginocchia di Don Vito Corleone ne Il Padrino allo Stregatto de Alice nel Paese delle Meraviglie, al Gatto con gli Stivali, agli Aristogatti, a Garfield: cinema e letteratura hanno celebrato i più differenti tipi di gatti, diventati oggi iconici. Ma cosa significa vivere con un gatto? Dov’è il privilegio di averlo tra i piedi tutti i giorni (e ahimè tutte le notti)?

Un leone in salotto

Il divano è suo. Le sedie sono sue. I tappeti sono suoi. Pure il tavolo è suo. E se comprerete una cuccia apposta per lui, calda e accogliente, imbottita e morbida, beh… anche quella sarà sua. Il gatto ha scritto nel DNA di impossessarsi di ciò che lo circonda e di conseguenza dominerà tutti i luoghi possibili del vostro living. 

Come un leone sonnecchierà sui cuscini del divano per intere giornate, per poi dedicarsi a una pulizia maniacale del suo corpo, quasi da sembrare veramente indipendente. Tuttavia, se qualcuno si siederà vicino a lui, è molto probabile che verrà sulle gambe a fare le paste e prr prr. Le fusa, appunto, sono simbolo di piacere e di benessere e fin da piccoli i gattini le producono mentre prendono il latte dalla mamma. E le possono fare anche per autoconsolazione, non è raro infatti che gatti malati o sofferenti le facciano per confortarsi.

Anche se è possibile che il gatto venga infastidito da un impercettibile cambiamento captabile solo da occhio e udito felino e che inizi a mordervi le dita, proprio dove prima si strofinava, è quotato molto basso il fatto che resti lì sulle vostre gambe, custodito dalle vostre coccole, per ore, fino a farvi andare in cancrena le articolazioni (perché guai spostarsi: prima il benessere suo, poi il nostro). Se poi deciderete di alzarvi e andarvene non dimenticate assolutamente di togliervi i peli dai vestiti, e dal divano, e dalle sedie, e dai tappeti, e anche dal tavolo.

Padrone di se stesso, fin da cucciolo

L’uomo, quindi, ha addomesticato il gatto 5000 anni fa. O meglio, crede di averlo addomesticato: il gatto non si lascerà mai addomesticare del tutto. Padrone di se stesso e non curante degli insegnamenti, si potrà strusciare alle gambe come per dirvi “certo ti ascolto, hai ragione tu“, ma sarà soltanto una trappola, in cui voi cascherete e lui vincerà: gli darete da mangiare e poi tornerà a dormire, e non avrà capito niente dei vostri rimproveri. Che tanto, quali rimproveri? Basta qualche fusa e qualche “miao” con gli occhi dolci e cadremo di nuovo ai suoi piedi.

Secondo la loro natura infatti, i gatti sono cacciatori indipendenti e silenziosi e le mamme feline insegnano l’arte della caccia ai piccoli fin da subito. Certo, per quanto riguarda i mici domestici, avrete uccellini, topi, lucertole “sbudellati” come doni sulle vostre soglie di casa, ma anche nei gatti si può riscontrare un’autonomia affascinante e l’aria di “so badare a me stesso” che si riscontra nei grandi felini.

Pigro o curioso?

Più pigro o più curioso? Il gatto sa essere entrambe le cose: estremamente sonnolento e spossato oppure eccessivamente insolente ed energico. Queste due caratteristiche contrastanti, in realtà, sono complementari e essenziali per il suo benessere.

Il gatto infatti dorme dalle 13 alle 16 ore al giorno, concentrate per di più nella notte e nelle ore di luce; nelle ore crepuscolari invece sono più attivi per la caccia, dato che in queste parti della giornata riescono più facilmente a predare gli animali in movimento, anche se molti gatti restano comunque attivi persino nella notte, grazie alla loro vista adatta per le situazioni a scarsa luminosità. Quando predano spendono molta energia, dato che mettono in pratica tecniche stancanti come saltare, correre e arrampicarsi: il gatto è all’erta e i livelli di adrenalina e consumo energetico sono elevatissimi. Per questo infatti, ha bisogno di recuperare le energie e si abbandona a lunghi pisolini.

Questa routine, anche se meno enfatizzata, è presente anche nel gatto domestico che spende metà giornata attivo e vivace e l’altra metà appisolato ovunque in casa nostra. Una cosa è certa, il momento in cui sarà più baldanzoso sarà all’alba quando inizierà a miagolare per mangiare e quando cioè vi alzerete dal letto per cibarlo, stando di nuovo ai suoi ordini.

Esigente e narciso

Il gatto, 5000 anni di spregiudicato dominio domestico

E’ questa forse la caratteristica più particolare di questo animale domestico. Il gatto riesce a farsi benvolere e servire: incoerente, molesto, pretenzioso che sia, finiremo per cadere al suo fascino e alla sua eleganza. E siamo forse noi a contribuire al suo narcisismo, perché così come lui adora se stesso senza misura e crede che tutto, tutto, gli sia dovuto, noi ci lasciamo ammaliare dalla sua esigenza e ci piace servirlo e riverirlo.

La contraddizione esistente in ogni gatto di pigrizia e euforia, di tenerezza e malvagità, di odio e amore è proprio quello che ricerchiamo, perché il gatto riesce a essere adatto a ogni momento di ogni giornata. E anche se lui si girerà con la coda all’insù e muoverà con arroganza il fondoschiena per andarsene, noi lo ammireremo e invidieremo perché vorremmo essere proprio come lui. E lui questo lo sa.

D’altronde, quale miglior frase fatta pronunciare a un gatto se non “Sono er mejo der Colosseo“?

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Il gatto, 5000 anni di spregiudicato dominio domestico