Giornata internazionale dedicata alle donne: i passi che ha fatto la scienza grazie alle grandi menti femminili

Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza“. Ad affermarlo era Rita Levi Montalcini, uno dei volti fondamentali del progresso scientifico mondiale, che insieme ad altre donne ha dato un enorme contributo alla ricerca e alle scoperte in ambito medico, fisico e chimico, alcune delle quali sono state insignite del Nobel, e altre invece che sono state vittime del maschilismo, che in modo preponderante, almeno allora, governava il mondo.

La Giornata internazionale della donna, celebrata oggi 8 marzo, è l’occasione per fare luce sui temi legati all’universo femminile, sulle molteplici conquiste sociali e politiche conseguite in materia di pari opportunità, ma anche sulle zone d’ombra, come discriminazione e violenze. La data della festa è stata scelta durante la Seconda conferenza delle donne comuniste, svoltasi a Mosca nel 1921: in questa occasione ci decise per l’8 marzo in ricordo della data di una manifestazione delle donne contro lo zarismo nel 1917. Tuttavia la data ricorda anche altri due episodi, più occidentali, come un incendio scoppiato nel 1857 negli Stati Uniti, quando un gruppo di operaie morì in una fabbrica in cui erano state rinchiuse dal padrone per impedire loro la partecipazione a uno sciopero; e a un altro fatto analogo avvenuto l’8 marzo 1911 a New York in cui 134 donne rimasero vittime di un rogo in una fabbrica di camicie.

Ogni anno l’8 marzo è fissato l’appuntamento, quindi, per ricordare le discriminazioni subite delle donne, come quella in ambito lavorativo, le violenze di cui spesso sono vittime, e i problemi che riguardano la loro posizione subalterna in ancora molte parti del mondo, e quindi lo schiavismo, la prostituzione, i matrimoni imposti, centrali soprattutto in Africa. Parallelamente è importante in questa giornata ricordare le conquiste e le opere di cui le donne sono state protagoniste nel corso della storia: in ambito scientifico ad esempio si possono citare numerosi nomi di grandi donne, da Margerita Hack a Marie Curie, da Rosalind Franklin alla contemporanea Samantha Cristoforetti.

Le scoperte e i traguardi delle donne in ambito scientifico

Sono 12 le donne che fino ad ora sono state premiate con il Nobel per la Medicina, tra queste l’unica italiana è Rita Levi Montalcini, che ha vinto il Nobel nel 1986 per aver scoperto il fattore di crescita del sistema nervoso (Ngf). I suoi studi hanno influito molto e influiscono ancora oggi sulla comprensione di molte malattie, come l’Alzheimer o la Sla. Altri nomi di medici donna sono senz’altro Gertrude Belle Ellion che ha ricevuto il premio nel 1988 per lo sviluppo di numerose terapie ottenute mediante prodotte farmaceutici; Francoise Barré-Sinoussi, che con Luc Montagnier vinse il Nobel nel 2008 per aver scoperto l’HIV; e Elizabeth H. Blackburn, che con Carol Greider e Jack W. Szostak ricevette il riconoscimento nel 2009 per gli studi svolti sui cromosomi e come questi sono protetti dai telomeri e dall’enzima telomerasi.

Vincitrice di ben due premi Nobel fu invece Marie Curie, che nel 1903 vince quello per la Fisica e nel 1911 quello per la Chimica: l’applicazione pratica del suo lavoro ha permesso di rivoluzionare il mondo della medicina con la diagnostica per immagini e la radioterapia contro i tumori.
Altra chimica detentrice del riconoscimento fu Dorothy Crawfoot Hodgkin, che fece alcune scoperte che permisero di compiere passi fondamentali per la biologia moderna. Una scienziata che invece avrebbe dovuto vincere il Nobel è Rosalind Franklin: fornì le prove sperimentali della struttura del DNA, ma per questa scoperta furono premiati i suoi colleghi Wilkins, Watson e Crick che realizzarono il modello a doppia elica grazie alle fotografie trafugate alla Franklin; la verità fu svelata molti anni dopo, dallo stesso scienziato autore del furto.

Le ultime donne premiate con il Nobel sono state nel 2014 May-Britt Moser, riguardo alle scoperte sulle cellule costituenti il sistema di posizionamento nel cervello e Tu Youyou, per la sua importante scoperta di una nuova terapia per combattere la malaria. Tuttavia degne di nota sono anche personalità che si sono distinte per le opere, la divulgazione e i traguardi che hanno raggiunto nella loro vita. Tra queste è degna di citazione Margherita Hack, professoressa di astronomia a Trieste e collaboratrice con importanti gruppi di lavoro, tra cui quello della NASA; e Samantha Cristoforetti, altro importante volto dell’astronomia: è infatti la prima astronauta italiana e la donna che è rimasta per più tempo nello spazio.

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