Il Governo silenzia Radio Radicale, Pizzarotti: “Sono incredulo, M5S incoerente”

L’annuncio di Emma Bonino: “Il Governo respinge la proroga della convenzione”; il Sindaco di Parma si scaglia contro il Movimento 5 Stelle

La decisione del Governo di chiudere Radio Radicale prima del 26 maggio, in occasione del voto per le Elezioni Europee, non è piaciuta affatto al Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. Il primo cittadino, impegnato nella campagna elettorale come membro di Italia in Comune, è candidato con la sua lista in una coalizione con +Europa di Emma Bonino. Ed è stata proprio la senatrice al comando dei Radicali a dare l’anuncio della decisione del Governo.

Il Governo – ha spiegato la Bonino con un Tweet – conferma la chiusura di Radio Radicale il 21 maggio, respingendo la proposta di proroga della convenzione. Una voce critica e libera viene spenta a pochi giorni dalle europee: una coincidenza temporale inquietante, perfettamente coerente con questi empi cupi. Inaccettabile“. E proprio il Sindaco di Parma ha accolto questa decisione in malomodo, attaccando il Movimento 5 Stelle senza mezzi termini. “Sono incredulo di fronte a questo atteggiamento di censura – spiega Pizzarotti – oltre che di negazione anche del proprio stesso passato, quando il MoVimento muoveva i sui primi passi Radio Radicale era l’unico media a dedicare attenzione“.


Secondo Pizzarotti, la contraddizione più grande nell’atteggiamento dei Cinque Stelle nei confronti di Radio Radicale starebbe nel tradimento di ideali come il pluralismo dell’informazione. “Proprio voi che ho votato per le promesse di trasparenza e pluralismo. Proprio voi che ‘faremo dirette streaming di tutta l’attività’, mai più viste. Proprio voi che ‘Bisogna togliere la RAI dall’influenza dei partiti!’, e ve la siete spartita peggio della DC. Proprio voi che ‘Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno!’, e non avete semplificato nulla delle leggi che bloccano il nostro paese. Proprio voi, chiudete Radio Radicale“.

Il leader di Italia in Comune, poi, si sofferma sul valore dell’attività svolta dalla Radio. “Una radio che divulga solamente discorsi, conferenze stampa, lavori di camera e senato, oltre che interviste – commenta Pizzarotti, rivolgendosi a coloro che chiama i ‘fan’ del ‘che si trovino i soldi’non troverà nessun finanziatore commerciale. I contributi pubblici, sicuramente abusati in passato da tanti, in questo caso erano ben spesi e completamente aderenti al servizio. Perdendo questa voce saremo tutti più poveri di informazioni e meno liberi di comprendere la società che ci circonda“.

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