Elisa Capra (in arte Mavra) è riuscita a trasformare in lavoro la sua passione per i graffiti: dal marzo 2017 tiene infatti corsi di Calligrafia tra Milano e Parma

di Vanessa Allegri

INTERVISTA | La Calligrafia è l’arte della bella scrittura. Questa parola è composta infatti da due termini di origine greca: καλòς (calòs), “bello” e γραφία (graphìa), “scrittura”. La tradizione calligrafica occidentale è molto antica e si sviluppa principalmente nell’ambito religioso per tramandare i testi sacri. Questo avvenne fino al 1453, anno in cui Johannes Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili. Nacque così il primo libro stampato in Europa: la Bibbia di Gutenberg. Da quel momento non fu più necessario scrivere libri a mano e la calligrafia perse autorevolezza.

Al giorno d’oggi quasi nessuno scrive più a mano, tutto è digitale, immediato e automatizzato. Persino i bambini si limitano a scrivere in stampatello, il font predominante sui dispositivi elettronici. Chi mai frequenterebbe un corso di Calligrafia? Potrà sembrare bizzarro (o forse no), ma negli ultimi tempi la nobile arte della bella scrittura è stata riscoperta e molte persone desiderano carpirne i segreti.

Elisa, in arte Mavra

Una testimone di questa tendenza è Elisa Capra (in arte Mavra), grafica di Salsomaggiore. Dal marzo 2017, Elisa tiene corsi di Calligrafia tra Milano e Parma, la prossima data sarà infatti il 2 dicembre presso Cubo di via Spezia. “I miei corsi – spiega – sono frequentati da vari tipi di persone: c’è chi si occupa di grafica e vuole migliorare la tecnica per lavorare disegnando anche a mano; ci sono ragazze con la passione per i lavori artigianali che desiderano abbinare ai loro prodotti un bigliettino con la descrizione scritta bene manualmente; o ancora chi ricama e fa torte con scritte personalizzate. Alla base c’è una passione creativa, non è un’attività per forza collegata al lavoro, infatti vengono tantissime ragazze che lavorano in banca”.

Elisa ha sempre amato disegnare e alle superiori la sua scelta ricade sull’Istituto d’Arte Toschi. I suoi genitori però, preoccupati per il suo avvenire, preferiscono che frequenti una scuola che le dia uno sbocco lavorativo più tradizionale e sicuro. Contro la sua volontà, Elisa si iscrive a ragioneria: “Sono stati i cinque anni più lunghi della mia vita. Ho cercato però di farli bene per evitare bocciature e finire il prima possibile”, scherza sorridendo.

Le origini: i graffiti e la moda

In questi anni, per dare voce alla sua vena artistica, Elisa si dedica ai graffiti. “Iniziai a circa 16 anni – ricorda; ero iscritta ad una chat su cui ragazzi da tutta Italia decidevano dove darsi appuntamento per realizzare un murales. Le sedi degli incontri erano sempre diverse e mi divertiva l’idea di spostarmi ogni volta. L’ho fatto più o meno fino ai 19 anni”. Grazie ai graffiti, Elisa trova il suo nome d’arte: Mavra. “Scelse questo soprannome un mio amico – rivela. Dovevamo fare un graffito e io scrivevo parole a caso su un foglio per vedere se visivamente erano belle, ma nessuna mi convinceva. Il mio amico mi suggerisce infine Mavra. Appena l’ho scritto ho pensato: ‘Che belle lettere!’. Mavra è stato il primo graffito e poi è diventato il mio marchio di fabbrica, molte persone infatti non sanno nemmeno come mi chiamo”.

Dopo la maturità Elisa è disorientata: “Mi piaceva disegnare ma non sapevo come fare a convertirlo in un lavoro. Trovai una scuola di moda a Carpi e visto che mia nonna mi aveva trasmesso la passione per il cucito mi iscrissi”. A Carpi Elisa impara anche le prime nozioni di grafica e ha la possibilità di svilupparle durante lo stage – che poi si tramuta in lavoro – presso il marchio di moda Guru, dove rimane finché l’azienda non viene dichiarata fallita. “Il bello del mio lavoro era che disegnavo rigorosamente a mano tutte le grafiche e le scritte per i vestiti dalla linea bambino – racconta. Ci tenevano molto a partire da un disegno fatto a mano; nei vestiti per bambini è bella l’idea del disegno e ha un impatto diverso dalla stampa”.

Il presente: Calligrafia e Brush Pen

Nell’inverno 2015 un’amica di Elisa le propone di frequentare insieme a lei un corso di calligrafia presso l’Associazione Calligrafica Italiana, a Milano. “Ho capito che era quello che già facevo senza esserne conscia – ammette Elisa. Già dalla prima lezione mi si è aperto un mondo, ero entusiasta e avrei voluto iscrivermi a tutti i corsi. Ho conosciuto vari stili di scrittura e utilizzato diversi strumenti; una volta apprese le regole fondamentali è però importante scegliere uno stile ed esercitarsi tanto su quello, se no si rischia di fare confusione. Io mi sono specializzata nella Brush Pen: me ne sono innamorata appena l’ho provata”. Questo strumento è una via di mezzo tra un pennarello e un pennello. Ne esistono due tipi: uno simile a un pennarello con la punta flessibile, l’altro setolato come un pennello. Per i corsi base Elisa utilizza il primo tipo, mentre gli allievi più esperti usano anche quello con le setole, più divertente ma anche più difficile da controllare.

Grazie all’incoraggiamento di alcuni amici, Elisa crea una pagina Facebook e inizia timidamente a pubblicare i suoi video mentre esegue delle calligrafie con la Brush Pen. “Non avevo mai pubblicato nulla perché pensavo di non essere abbastanza brava – confida. Nel giro di poco tempo ho visto che varie persone hanno iniziato a seguirmi e mi hanno contattato perché volevano imparare anche a loro. Il primo corso l’ho fatto a Fidenza nell’agenzia grafica di alcuni miei amici. È stato un successo e non vedevo l’ora di farne un altro. Nel frattempo tante ragazze di Milano mi chiedevano di organizzare un corso nella loro città, quindi mi sono organizzata e ho affittato uno spazio. Ora questo è il mio lavoro principale e sta andando molto bene”.

Chi va piano…

In tempi frenetici come quelli in cui viviamo, la calligrafia rappresenta una sorta di elogio della lentezza. “Il trucco è esercitarsi tanto e avere molta pazienza – rivela Elisa. Quando si scrive bisogna andare lentamente, ogni tratto deve essere ponderato e tracciato con cura, senza fretta. La cosa più difficile da insegnare alle mie allieve è infatti l’andar piano. Quando qualcuno non riesce a rallentare consiglio di legare ogni tratto ad un respiro. La calligrafia, se fatta in casa, quando si è rilassati e circondati dal silenzio è una sorta di meditazione; ci aiuta a riscoprire il nostro ritmo naturale, a percepire il nostro corpo, ascoltare il respiro e ritrovarci”.

Grazie alla Calligrafia Elisa ha trovato se stessa e ha dimostrato che si può vivere di creatività. “Col senno di poi penso che il mio percorso sia fatto da tanti puntini che alla fine si uniscono. Se si ha dentro di sé qualcosa, prima o poi continuerà a spuntare fuori. Anche se si fanno studi o lavori che vanno in direzione opposta ma si continua a coltivare una passione… ad un certo punto fiorisce. Bisogna crederci e rischiare. Ho attraversato tanti momenti di sfiducia in cui ho pensato di mollare tutto, ma grazie ad un paio di miei amici sono andata avanti. Era una sfida e una lotta continua, tutto sembrava remarmi contro. I risultati però ora sono arrivati e ne sono felicissima, è stata dura ma ne è valsa la pena, lo rifarei mille volte”.

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